Rilancio della Campagna “Un’Altra Difesa è Possibile”

Roma, 16 marzo 2026

Una delegazione delle tre Reti promotrici della Campagna “Un’Altra Difesa è Possibile” (CNESC – Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile; Rete Italiana Pace e Disarmo; Sbilanciamoci!) ha depositato presso la Corte di Cassazione il testo della proposta di legge di iniziativa popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta”.

Si tratta di un nuovo capitolo di una storia che dura da oltre un decennio. Nel luglio 2014 venne depositato per la prima volta in Cassazione il testo della proposta; nel maggio 2015, dopo sei mesi di raccolta in tutta Italia, vennero consegnate alla Camera dei Deputati oltre 53.000 firme; nel luglio 2017 la proposta venne incardinata e calendarizzata in sede di discussione congiunta delle Commissioni Affari Costituzionali e Difesa della Camera, un risultato definibile come storico, ma senza mai giungere all’approvazione definitiva.

Questa proposta affonda le sue radici ben più in profondità: è l’erede di decenni di azioni per l’obiezione di coscienza al servizio militare e delle lotte di quanti hanno pagato di persona il rifiuto delle armi, aprendo la strada al riconoscimento giuridico dell’obiezione e poi del Servizio Civile.

Il testo della proposta di legge depositato oggi preserva l’impianto originario, aggiornandolo al mutato contesto normativo e internazionale. La proposta istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un Dipartimento dedicato alla difesa civile, non armata e nonviolenta, riconosciuta quale componente a pieno titolo del sistema nazionale di difesa e di sicurezza della Repubblica, in attuazione degli Articoli 2, 11 e 52 della Costituzione e nel solco della sentenza della Corte costituzionale n.164 del 1985 che ha riconosciuto l’esistenza di forme “civili” di difesa della Patria. Il Dipartimento andrebbe a coordinare i Corpi civili di pace, un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo operando in sinergia con il Sistema di protezione civile e il Servizio Civile Universale. Il finanziamento del Dipartimento sarebbe garantito da un Fondo nazionale alimentato dalla Legge di Bilancio e da uno strumento fiscale innovativo e di grande valore simbolico: la facoltà, per ogni contribuente, di destinare il 6 per mille della propria IRPEF al Fondo stesso. Una vera e propria opzione fiscale tra due modelli di difesa. In piena analogia con chi in passato, chiamato al servizio militare, aveva potuto scegliere di non imbracciare un’arma grazie all’obiezione di coscienza, se la Legge verrà approvata ciascun cittadino e ciascuna cittadina potrà scegliere anche dove indirizzare la propria quota di spesa pubblica per la sicurezza. Verso la difesa militare o verso quella civile e nonviolenta.

Il deposito di oggi avviene in un momento in cui il dibattito pubblico europeo e italiano sembra aver ceduto definitivamente a una logica pericolosa e fallace: quella secondo cui la sicurezza si garantisce con più armi, più spesa militare, più deterrenza. La Campagna “Un’Altra Difesa è Possibile” ribadisce con chiarezza una prospettiva opposta: la sicurezza reale si costruisce con la prevenzione dei conflitti, la mediazione, l’educazione alla pace, la coesione sociale e la cooperazione internazionale.

Share