Una prospettiva di genere per la protezione delle e dei difensori dei diritti umani

Venerdì 30 Novembre, presso la città di Trento – nel quadro del progetto “Donne Diritti Umani e Processi di Pace” che il CSDC sta realizzando in collaborazione con il Centro Diritti Umani dell’Università di Padova – si è tenuto il terzo incontro-dibattito per la diffusione dell’Agenda “Donne Pace e Sicurezza” e del Terzo Piano d’Azione Nazionale italiano.

L’incontro, dal titolo: “Una prospettiva di genere per la protezione delle e dei difensori dei diritti umani”, ha visto la partecipazione di attivisti, difensori/e dei diritti umani – tra cui una donna proveniente dall’Honduras, sorella di un desaparecido, un avvocato congolese e un giornalista di inchiesta bulgaro – e di alcuni operatori sociali impegnati in programmi di protezione dei human rights defenders. Si è parlato degli ostacoli di varia natura che impediscono alle donne di svolgere un ruolo attivo nei processi di pace all’interno delle loro comunità, e di quanto sia importante adottare e garantire il rispetto di una prospettiva di genere nella protezione dei diritti umani.

Interessante il riferimento alla figura femminile per fornire una metafora del dolore e della sofferenza che le/i difensori dei diritti umani devono sopportare: «il dolore e la difficoltà sono paragonabili a quelli di una donna incinta che, nonostante la sofferenza, va avanti mossa dalla speranza di vedere il frutto di tanto patire. Alla fine, il figlio è il miglior premio che la donna possa desiderare!», questo il pensiero di Dimitar, giornalista più volte minacciato di morte per il suo impegno di lotta contro la corruzione.

Per l’organizzazione dell’incontro – patrocinato dal Comune di Trento e sostenuto dalla Provincia Autonoma di Trento – sono stati preziosi il lavoro di organizzazione e coordinamento svolto dal Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento e il supporto offerto dal Nodo Trentino della Rete In Difesa Di, tra cui Yaku e il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani.