L’azione di advocacy dei movimenti italiani per la pace in Medio Oriente

In seguito all’esplosione della violenza in Medio Oriente, la Rete Italiana per il Disarmo, il Tavolo Interventi civili di Pace, di cui il CSDC è membro, la Rete della Pace e Sbilanciamoci! hanno lanciato l’appello “Mai più vittime! Per Pace, Libertà, Giustizia in Palestina e Israele”, con il quale si è chiesto al governo italiano l’immediata sospensione dell’invio di armi, di sistemi militari e di ogni altro accordo di cooperazione militare con Israele. Si è inoltre invitato il governo, oggi alla presidenza del Consiglio dell’UE, di farsi promotore di questa misura a livello comunitario per costituire un embargo europeo di armi verso le parti in conflitto.

L’Italia è oggi il principale fornitore UE di sistemi militari e armi leggere  verso Israele. Durante i raid aerei israeliani dei giorni scorsi sulla Striscia di Gaza, Alenia Aermacchi, società del gruppo Finmeccanica, ha inviato i primi due aerei da addestramento M-346 alla Forza aerea israeliana. La consegna di questi velivoli è in aperto contrasto con la legge 185 del 1990 relativa all’esportazione degli armamenti, in quanto all’art.1 punto 6 stabilisce il divieto di fornire materiale di armamento a Paesi in stato di conflitto armato o responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani.

Lo scorso 16 luglio, diverse iniziative di mobilitazione per la pace in Medio Oriente sono state organizzate in tutta Italia dai gruppi territoriali delle reti associative promotrici.
Una risposta è giunta anche dal mondo politico. Facendo seguito alle richieste delle reti nonviolente, alcuni deputati del Partito Democratico guidati da Pippo Civati e la senatrice democratica Lucrezia Ricchiuti hanno domandato al governo italiano l’interruzione dell’invio di armi nella zona, auspicando un’immediata cessazione della violenza. Inoltre, il 30 luglio si è tenuta presso il Ministero degli Esteri, una riunione tra il Viceministro degli Esteri Onorevole Lapo Pistelli e i rappresentanti di Rete Disarmo e delle altre organizzazioni pacifiste. In tale occasione, non soltanto si è ribadita la necessità del blocco delle forniture armate ad Israele, ma si è chiesto un impegno forte e innovativo da parte del governo italiano per la risoluzione del conflitto, attraverso un coinvolgimento attivo della società civile, come l’invio in Palestina di Corpi Civili di Pace.

L’iltimo incontro di questo percorso di mobilitazione è stato il 21 settembre a Firenze, con l’iniziativa “Un passo di pace”, per la trasformazione e la risoluzione dei conflitti in Palestina e Israele, come anche in Siria, Iraq, Ucraina, Libia, Afghanistan e Congo. In continuità con l’Arena di Pace e Disarmo, sono state ascoltate testimonianze provenienti dai paesi in conflitto e le voci di chi, in Europa e nel mondo, si oppone alla violenza e alle guerre. È stata l’occasione per presentare una piattaforma di richieste concrete per un cambio di passo delle politiche dei governi e delle istituzioni internazionali, per una soluzione politica dei conflitti, per la pace, per il disarmo e la difesa civile non armata e nonviolenta.

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