Rapporto Peer Review 2014 dell’OCSE-DAC sulla Cooperazione allo Sviluppo dell’Italia

Il Rapporto Peer Review dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) è una valutazione a cui sono sottoposti ogni 4-5 anni tutti gli Stati membri dell’organizzazione, per verificare il rispetto degli impegni presi nelle attività di cooperazione allo sviluppo.

Delle 17 raccomandazioni contenute in una precedente Peer Review del 2009, l’Italia ne ha pienamente attuate tre. Altre dieci sono state attuate parzialmente e le restanti quattro non lo sono state affatto, tra cui una raccomandazione che suggeriva di rivedere il quadro normativo della cooperazione allo sviluppo.

Rispetto al precedente documento del 2009, il Peer Review 2014 evidenzia il crescente sforzo della Cooperazione italiana per aumentare il rapporto Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) – Prodotto Interno Lordo (Pil); nonostante lo sforzo economico la necessità di una ristrutturazione dell’intero settore rimane la nota principale del rapporto. Il Rapporto contiene infatti 20 raccomandazioni che convergono sulla necessità di adottare un quadro strategico di intervento a livello paese più chiaro, che possa facilitare un approccio coordinato con tutte le autorità nazionali coinvolte a vario livello e con gli attori privati. L’OSCE suggerisce anche l’adozione di nuove regole che favoriscano una più stretta collaborazione di tutti gli attori coinvolti nei Paesi beneficiari.
Il documento sottolinea la scarsa capacità dell’Italia di concentrare risorse e obiettivi per paesi, per settori e nell’ambito delle iniziative multilaterali. La Peer Review incoraggia inoltre l’Italia a superare i mancati progressi in materia di “coerenza delle politiche per lo sviluppo”(PCD), attraverso l’individuazione di meccanismi di monitoraggio, analisi e valutazione, da sviluppare anche ricorrendo alle competenze di Ong, istituti di studio e di ricerca.
Sotto il profilo quantitativo, dopo il pesante declino del periodo 2008-2012 – quando l’Aps italiano è passato dal 0,22% del Pil del 2008 allo 0,14% del 2012 – ora l’Italia si è impegnata ad aumentare il proprio rapporto Aps-Pil ad una percentuale compresa tra lo 0,28% e lo 0,31% entro il 2017.

Ulteriori raccomandazioni contenute nel Rapporto riguardano la continuità e prevedibilità dei bilanci, della programmazione e delle risorse finanziarie ed infine si raccomanda un intervento più strutturato nel contesto degli “Stati fragili”.
Gli aspetti emersi nel Rapporto saranno oggetto del dibattito sul progetto di legge di riforma della cooperazione allo sviluppo, attualmente in corso di esame al Parlamento.


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