Lettera dallo Sri-Lanka di William Knox
Direttore del progetto NP in Sri Lanka
(Traduzione di Giacomo Galeno per il Csdc)
Caro Amico di NP,
lo Sri Lanka è tornato alla ribalta della
cronaca mondiale a causa del tragico venerdì dell’Agosto
scorso nel quale ha perso la vita il noto ministro degli esteri,
Lakshman Kadirgamar, la personalità più importante uccisa dopo
la firma del cessate-il-fuoco.
E’ stato proclamato lo stato di allerta e si
è avuta notizia di rastrellamenti casa-per-casa ed arresti in
numerose parti di Colombo.
Nel Nord e nell’ Est del paese, dove NP ha i
suoi uffici, la situazione è rimasta tranquilla.
Inoltre nelle strade di Colombo ed in altre
parti del paese, è difficile notare un grande cambiamento.
Sfortunatamente, lo Sri Lanka è anche questo
– con o senza la firma del cessate-il-fuoco, gli omicidi
continuano.
Più o meno chiunque abbia lavorato o abbia
risieduto nel Nord-Est dello Sri Lanka nell’ultimo anno,
compresi i membri delle squadre di NP,
può annoverare un membro della famiglia o un
amico, tra i caduti di questa sanguinosa guerra.
A differenza di quella di Mr. Kadirgamar,
però, queste morti non hanno alcuna risonanza al di fuori della
ristretta cerchia della famiglia o della comunità direttamente
colpita. Si può notare come molte famiglie abbiano in casa una
foto circondata da fiori o possano lamentare un parente rimasto
ucciso. A volte la sola indicazione che una persona della famiglia
sia venuta a mancare a causa della guerra, è data dal fatto che
di questa se ne parli solo al passato. Una volta ho scoperto
questa verità notando una moto fiammante parcheggiata in un
salotto, quando tutti gli altri mezzi di trasporto della famiglia
erano normalmente parcheggiati fuori. Quella moto era il modo per
ricordare un figlio che, dopo la scuola, non fece più ritorno a
casa.
In Sri Lanka stiamo lavorando con molte persone
coraggiose, che stanno lottando per trovare un modo pacifico per
fermare la violenza. E’ un lento e doloroso cammino per quei
cittadini dello Sri Lanka che nonostante siano lasciati soli,
stanno provando a cambiare le cose.
Riuscendovi. Facendo attenzione a dove vanno, a
cosa dicono ed a coloro che decidono di avere come compagni nella
lotta, ecco come queste persone riescono a sopravvivere tuttora.
Queste misure precauzionali, però, non sono garanzia di
sopravvivenza e certamente non mettono fine alle uccisioni e
conto-uccisioni.
La sola speranza è la consapevolezza che
la situazione dello Sri Lanka non è l’unica e che altre
comunità, in altre parti del mondo, sono riuscite a riemergere
dall’oppressione e che questo, un giorno, accadrà anche qui.
In questo drammatico contesto sembra quasi di
poca importanza ricordare che tutto lo staff di NP in Sri Lanka
sta bene. Unica eccezione, Angela, che è stata ricoverata oggi ad
un Ospedale di Colombo con forti mal di testa e delle piaghe, e
che ieri era stata ricoverata in un altro Ospedale per una febbre
sospetta.
Per favore aiutateci diffondendo queste notizie,
perché più persone possibile possano venire a conoscenza della
situazione di violenza che sta vivendo lo Sri Lanka e del lavoro
che Nonviolent Peaceforce sta portando avanti.
Rinnovate il vostro impegno a sostegno del
nostro lavoro con una donazione, in onore di coloro che
silenziosamente combattono ogni giorno:
In Gratitude,
William Knox
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