SRI LANKA PROJECT REPORT Vol. II n. 2 & 3
Settembre 2004 - Marzo 2005
NP
a. Introduzione Generale agli sviluppi in
Sri Lanka (Politici e del progetto)
L’azione di Np in Sri-Lanka è stata
prolungata oltre il tempo prestabilito per poter intervenire dopo
lo tsunami che ha colpito il Sud-Est Asiatico e molte altre
regioni il 26 dicembre 2004. Le conseguenze fisiche del sisma sono
state descritte in altri documenti. Lo Tsunami ha inciso anche sul
conflitto nazionale, sebbene le sue conseguenze da questo punto di
vista siano ancora in corso.
In ogni caso, alcuni fatti che possono essere
importanti per una futura soluzione o escalation del conflitto
sono chiari già da adesso. I Mussulmani, la più piccola delle
tre comunità al centro del conflitto nello Sri Lanka, hanno
subìto la più grossa perdita in vite umane. La parte Nord e la
parte Est, epicentro del conflitto nazionale e rivendicata come
"patria nazionale" della più larga minoranza, i Tamil,
ha sopportato il principale urto del sisma. Le Coste Sud ed Ovest,
dominate dalla maggioranza dei Cingalesi, sono state anch'esse
colpite seppur in modo minore.
Prima dello Tsunami erano stati fatti solo
piccoli progressi per la ripresa dei colloqui di pace a livello
nazionale nonostante gli strenui sforzi degli intermediari sia
dello Sri Lanka stesso sia internazionali. La speranza che lo
tsunami potesse unire l'LTTE e il Governo nell'accantonare le
reciproche differenze e affrontare insieme l'emergenza nazionale
non si è ancora realizzata. In ogni caso, nel momento in cui si
scrive, un incontro tra Governo e rappresentanti dell'LTTE, sotto
gli auspici dei mediatori del governo Norvegese, per amministrare
il necessario intervento e soccorso, è ancora in fase di
discussione. Se qualche accordo sarà raggiunto, ci sono speranze
che questo meccanismo possa servire come modello per un meccanismo
di cooperazione nella futura amministrazione del Paese. In questa
situazione, alcune mosse politiche nel Sud hanno fatto perdere al
governo, ancora una volta, la sua maggioranza in parlamento e il
partito JVP, ha dimissionato i suoi pochi Ministri nel governo,
che però ancora supporta anche se con un approccio sempre più
critico. L'LTTE è inoltre indebolito da attacchi ripetuti,
prevalentemente concentrati nel distretto di Batticaloa, dove ha
la base la maggior parte dei membri dell'NP FTM (Field Team
Members), e portati dalle truppe rimaste del "Colonnello
Karuna", che si è distaccato dal gruppo principale dell'LTTE
un anno fa. Per esempio, il periodo post tsunami ha visto
l'omicidio, presumibilmente ad opera delle truppe di Karuna, di
Kaushalyan, il responsabile della politica estera dell'LTTE, a
poche miglia di distanza dall'ufficio di Valaichchenai di NP. È
il membro più importante dell'LTTE ad essere stato ucciso dalla
firma dell'accordo di cessate il fuoco di tre anni fa. Le
asserzioni che il Governo stia combattendo una guerra contro il
LTTE attraverso i soldati di Karuna serve solo ad aumentare la
sfiducia fra le parti coinvolte nel processo di pace.
Questo periodo ha visto NP diventare
protagonista sul campo, dimostrando la sua capacità di
intervento. Ciò è particolarmente evidente nella zona Est, che
continua ad essere l'area più instabile del paese.
Il team di Valaichchenai è stato potenziato a
sei membri per far fronte alle continue tensioni nel Distretto di
Batticaloa, mentre gli altri gruppi hanno subito una conseguente
riduzione. Tutti i nostri uffici sul campo si trovano sulla costa
e quindi in aree colpite dallo Tsunami. Uno degli uffici è stato
evacuato il giorno del sisma, ma per fortuna non sono stati
registrati danni ingenti. Il nostro FTM (field team member) di
Matara è stato meno fortunato in quanto Kathy (Nigeria) è stata
colpita dall'onda e ha riportato ferite, mentre Frank (Ghana) è
stato colto da un malore. Ora sono entrambi rientrati in Sri Lanka.
b. Mandato e Dispiegamento dei Team
Mandato: ridurre la violenza per favorire la
sicurezza dei civili in Sri Lanka in modo che questi possano
contribuire a costruire una pace giusta (come formulato dall'IGC
in Messico nel 2004).
Obiettivi:
Ridurre il livello, anche potenziale, della
violenza.
Favorire la sicurezza dei civili durante il
processo di pace.
Incrementare le possibilità di
partecipazione per la società civile.
Aumentare le possibilità di ottenere una
pace giusta attraverso la partecipazione dei civili.
Incrementare la fiducia e l’apporto
creativo dei civili in conseguenza della loro maggiore
sicurezza.
Fare da deterrente al riaccendersi del
conflitto.
c. Attività dei team di NP:
Batticaloa: verso la fine del periodo in
questione Karen (Germania), Atif (Pakistan), Charles (Kenya),
Angela (Canada), e Rita (USA) si sono stabiliti sulla Costa Est
dell'isola, dove più del 90% della popolazione è di etnia Tamil.
Sreeram (India), uno dei membri fondatori del team Valaichchenai,
ha lasciato il suo posto a febbraio per proseguire gli studi. Il
campo base si trova a Valaichchenai, un’ora a nord della città
di Batticaloa. Quest'area, fin dalla firma dell'accordo che ha
portato alla attuale situazione di cessate il fuoco, è stata
oggetto, dopo Mutur, della maggior parte degli incidenti e della
violenza dovuta alle tensioni tra Mussulmani e Tamil. L'area
circostante, che comprende la città natale di Karuna, è stata
severamente colpita da omicidi di rappresaglia tra il LTTE e il
gruppo di Karuna, ed è stata terreno di reclutamento da parte
dell'LTTE. La gran parte del lavoro del team in questo periodo è
stato finalizzato a prevenire il coinvolgimento della popolazione
civile non armata nei conflitti a fuoco dell'LTTE, così come a
fornire protezione e supporto per le famiglie e gli attivisti
impegnati ad evitare il reclutamento di bambini.
Il team ha inoltre lavorato con gruppi delle
comunità Mussulmane e Tamil in aree di divisione etnica per
fornire protezione e supporto generale nella costruzione della
pace.
Il team è stato anche chiamato in causa per
prevenire episodi di violenza in altre dispute interne alle
comunità Mussulmane e Tamil. Fin dallo tsunami, il team ha
collaborato per fornire mezzi di trasporto e protezione ai
soccorritori dello Sri Lanka, per indicare alle altre agenzie
umanitarie le persone e le necessità che non erano state
individuate, ha lavorato con gli attivisti della comunità locale
per sviluppare forme di partecipazione della società civile
locale nel lavoro di soccorso e ricostruzione.
Jaffna: Susan (Filippine) si trova nel campo
base della penisola di Jaffna, all'estremo nord dell'isola. Le
forze governative hanno conquistato gran parte della penisola
dall'LTTE nel 1996. la penisola ha una popolazione composta quasi
al 100% da Tamil, molti dei quali sono stati spostati per volontà
del Governo, che ha sottoposto quasi un terzo del territorio al
controllo militare, conosciute come Zone ad Alta Sicurezza (HSZs).
Le tensioni nella zona sono causate: dal
risentimento della popolazione civile nei confronti della presenza
dei militari, dalle tasse imposte dall'LTTE sugli affari e
sull'importazione e dal reclutamento forzato dell'LTTE.
Prima dello Tsunami, Susan, assistita
principalmente da Midori (Giappone), ha lavorato con gruppi o
individui della società civile, per rafforzare le loro capacità
di ridurre la tensione sulla penisola. Dopo lo tsunami, il team si
è attivato per sviluppare un nuovo ruolo di monitoraggio di Np,
visitando molte della aree colpite, sia quelle sotto controllo del
Governo sia quelle sotto controllo dell'LTTE. Questo tipo di
lavoro ha portato la NP a spostare il suo ufficio in una zona più
prossima alla parte Est della penisola in modo da essere più
vicino alle zone maggiormente colpite dallo tsunami e alle HSZs
che rappresentano una continua fonte di tensione.
Matara: come ricordato sopra, Frank (Ghana) e
Kathy (Nigeria) si trovano normalmente in quest'area. Dopo lo
tsunami, l'ufficio è stato chiuso per poco meno di un mese ed è
stato quindi riaperto da Rita C (Portogallo) e Rita W (USA), che
hanno lavorato con la società civile dello Sri Lanka a supporto
dei volontari per la tutela dei diritti umani nella loro attività
di aiuto alle vittime dello tsunami e nello sforzo di far sentire
la loro voce nelle fasi di soccorso e ricostruzione. Il loro
lavoro è stato ora ripreso da Midori (Giappone). Il distretto si
trova sulla costa Sud dell'isola e la popolazione è di
maggioranza Singalese, sebbene ci siano delle considerevoli
comunità di Mussulmani, spesso in affari, e di Tamil che lavorano
principalmente alle piantagioni di tè e caucciù presenti nella
zona. In quest'area i principali motivi di tensione nascono dalle
dispute tra Governo e partiti di opposizione, che sono a
maggioranza Cigalese, sebbene ci siano anche delle esplosioni di
violenza dovute a diatribe etniche. Il team ha stabilito un ampio
numero di contatti nell'area e, al momento, si è focalizzato
sulla formazione di Youth Peace Club nei distretti di Matara e di
Galle.
Tricomalee: Thomas (USA) si trova nel distretto
della costa est dell'isola, la cui popolazione è equamente
suddivisa tra Mussulmani, Cingalesi e Tamil. Il campo base si
trova a Mutur, nell'estremità sud della baia di Trincomalee.
Soraia (Brasile/Palestina), che normalmente si trova nella zona ma
che attualmente è tornata a casa per motivi di salute, ha
rappresentato, insieme ad altri, NP nel recente World Social Forum
in Brasile. Rita C (Portogallo) è stata il terzo membro del team
per un lungo periodo ma anch'essa è attualmente ritornata a casa.
L'area di Mutur ha subito il più alto numero di perdite
dall'inizio del cessate il fuoco nel dicembre del 2001. le
tensioni hanno avuto origine dalle diatribe tra le comunità
Mussulmani e Tamil della zona. Il team ha fornito protezione alle
comunità minacciate e ha lavorato con i leader locali per
stemperare la tensione. Prima dello tsunami, il team aveva
dedicato molto del suo lavoro ad impedire il reclutamento dei
bambini da parte dei combattenti e a cercare di costruire
collegamenti tra le comunità Mussulmani e Tamil che sono
prevalenti in questa zona. Il team ha inoltre cercato modi per
ridurre la tensione all’interno delle diverse fazioni presenti
nella comunità Mussulmani.
18 Nuovi Operatori locali (FTMs): a marzo
Peters (Kenya), Karen e Andy (Regno Unito) hanno collaborato con i
team già presenti, portando nella squadra la loro considerevole
esperienza. Tutti e tre hanno lavorato recentemente in Sri Lanka
con il Voluntary Services Overseas, l'agenzia di volontariato
inglese. Insieme a Kathy (Nigeria) collaboreranno al prossimo
ingresso di 18 nuovi operatori locali che hanno iniziato la
loro formazione nello Sri Lanka in aprile.
Attività dopo lo Tsunami
Poco dopo la tragedia dello Tsunami, ci si rese
conto che Np doveva adattare la sua mission alla nuova situazione
di emergenza che si presentava.
Dopo averne discusso, la il Comitato sul
Programma in SL ha raccomandatoo i seguenti adattamenti della
mission operativa, che data l’urgenza è stata adottata dal
Comitato esecutivo come segue:
Sebbene la mission di Np rimanga essenzialmente
quella di prevenzione e gestione della violenza e di supporto a
singoli e a gruppi per assicurare i diritti fondamentali e la
partecipazione attiva alla gestione dei loro affari e alla
risoluzione pacifica dei conflitti, nel periodo seguente al
26/12/04 data del disastro dello Tsunami, Np intende portare
avanti anche queste attività aggiuntive:
a. Provvedere alla protezione nonviolenta dei
gruppi e comunità colpite, inclusi gli operatori umanitari
dello Sri-lanka, per permettere loro di vivere e portare avanti
il loro lavoro liberi da interferenze o violenze armate,
politiche e fisiche.
b. Monitorare le aree in cui NP è presente e
attiva e fornire le informazioni necessarie agli attori
coinvolti attraverso report sia verbali che scritti per le
seguenti attività:
1. identificare sia gli aiuti e le attività
di ricostruzione che promuovano la partecipazione e l’inclusione
di tutte le parti coinvolte, sia quelle pratiche che si fondano
su esclusione e divisione creando danni.
2. prestare assistenza alle agenzie di
soccorso nelle aree dove Np opera per favorire la conformità
del loro intervento ai principi di inclusione e partecipazione
3. identificare miglioramenti o peggioramenti
nei conflitti locali e nazionali ai quali il processo attuale di
pace vuole rivolgersi.
c. Supportare e incoraggiare il
coinvolgimento della comunità in attività di ricostruzione e
di aiuto non solo per promuovere il diritto fondamentale al cibo
o ad un rifugio, ma anche per promuovere una maggior armonia
nella comunità e la pace nello Sri Lanka.
Subito dopo la devastazione dello tsunami,
nella parte nord est dello Sri Lanka sono iniziate attività per
coinvolgere i Sirlankesi nella ricostruzione delle comunità
distrutte in prossimità dei campi base. Inizialmente molto del
lavoro consisteva nel fornire supporto e mezzi di trasporto a
singoli e gruppi.
Divenne subito evidente che in parecchie zone
dove c’erano sovrabbondanza di aiuti, ma poca coordinazione
delle attività tra il governo, i Sirlankesi e le organizzazioni
internazionali, il ruolo di un’organizzazione di promozione dei
diritti umani e di una pace giusta era importante nonché
necessario. Storicamente nello Sri Lanka, gli aiuti per la
ricostruzione e lo sviluppo del paese erano soggetti al controllo
politico. Alloperatore in Matara è stato da suibito richiesto di
accompagnare un operatore locale che voleva visitare i campi per
gli sfollati per ottenere informazioni sui loro bisogni. L’operatore
ha da subito indicato che si sentiva più sicuro grazie all’l
accompagnamento di NP, in particolare, di fronte ad una presenza
militare diffusa nei molti campi dell’ IDP nelle aree del
Governo.
Nella parte Est un gruppo di civili costituito
ad hoc con lo scopo di aiutare le vittime della zona del Vacharai,
ha trovato l’accesso bloccato dal chek point del Governo; grazie
all’intervento di Np sono potuti entrare.
Dopo l’incontro con le associazioni
Sirlankesi locali e nazionali, risultò evidente che Np dovesse
aggiungere alle sue attività anche il monitoraggio e il servizio
d’informazione. Il team da Jaffna a Matara ha fatto numerose
visite alle comunità colpite dallo Tsunami sia per richiesta dei
singoli e dei gruppi cingalesi sia per iniziativa propria. I
nostri team sono stati così capaci di scoprire aree dove gli
aiuti umanitari non erano stati distribuiti equamente o
addirittura non avevano raggiunto le vittime. Fondandosi sulla
reputazione così acquisita da Np, nel recarsi nelle aree meno
visitate dalle agenzie internazionali, i team sono stati in grado
di fare della propria conoscenza ed esperienza della realtà
locale un elemento importante di successo dell’aiuto.
Al momento in cui scriviamo, il tipo di
monitoraggio e di reportage adeguato alle esigenze delle comunità
è in fase di attuazione. E’ auspicabile che Np lavori al
progetto di monitoraggio recentemente iniziato dall’Alta
Commissione per i dirittiumani dello SL. Inoltre Np ha avviato
trattative con il Centro di informazioni Umanitarie delle Nazioni
Unite per trovare i modi migliori per inserire le informazioni sui
diritti umani in report settimanali del centro sulla situazione
umanitaria.
Nel distretto di Batticaloa, gli operatori
hanno lavorato con gli attivisti locali per accrescere il
coinvolgimento delle ONG locali e delle comunità interessate nel
processo decisionale sugli aiuti e sulla ricostruzione. Come primo
impatto in questa zona risulta difficile comprendere come
muoversi, dal momento che il trend generale per il Governo, l’LTTE
e le agenzie internazionali è quello di agire tramite pochissimi
contatti con le comunità colpite. In ogni modo, gli operatori
sono già intervenuti con successo per dar voce alle comunità non
coinvolte nelle attività di ricostruzione. Per esempio in un’
area in cui i Mussulmani erano particolarmente colpiti dal dramma
dello tsunami, gli operatori notando che nessun Mussulmano faceva
parte delle commissioni di aiuto locale e di coordinamento per la
ricostruzione sono intervenuti per la loro inclusione con
successo.
Valutazione generale
I team stanno lavorando assiduamente per
realizzare gli obiettivi stabiliti.
Anche se la situazione è complessa, c’è
già un piccolo riscontro concreto, gli indicatori che ci sono
(principalmente feed-back dalla popolazione con la quale i team
lavorano) mostrano che Np sta andando nella giusta direzione.
Relazione con i partners
Paffrel, partner di Np, recentemente ha
istituito, dopo alcuni incontri con lo staff di Np, un progetto
che prevede il monitoraggio nei distretti coinvolti dallo Tsunami.
I team hanno partecipato ad alcuni training regionali e stanno
aspettando di lavorare in supporto del programma sul campo così
come di coordinare le attività attraverso la coalizione sotto la
guida della human rights Commission.
Un altro progetto pilota per lo sviluppo della
capacità locale di peacekeeping in collaborazione con un’altra
associazione, Sarvodaya, è in via di attuazione e si spera che un
altro progetto sempre con questa associazione possa iniziare prima
della fine dell’anno. Al momento i team lavorano nelle comunità
sia con una serie di differenti gruppi informali sia con i
pacifisti presenti nelle comunità.
Prospettive
E’ stato deciso che entro settembre di quest’anno,
NP porterà a 25 il numero di operatori presenti sul terreno.
Avendo ricevuto più di 200 domande, un primo gruppo di 22 persone
è stato mandato nello Sri Lanka per partecipare in aprile alla
valutazione e al training avanzato.
Flessibilità del mandato
Le attività dei team sono volte a raggiungere
gli scopi prefissati. In modo da raggiungerli, in ogni caso, un
approccio più ampio per garantire la sicurezza umana e la tutela
degli individui è stato proposto e realizzato dai team, un
approccio che includa determinate attività di peacebuilding, tra
cui ad esempio ospitare un forum di giovani provenienti da
differenti comunità etc. così come le attività di peacekeping
che formano il focus della mission di Np.
Origine dell’efficacia
La nostra efficacia deriva dal fatto che non
essendo del posto abbiamo mantenuto un certo distacco politico
mentre abbiamo costruito forti legami di comunanza. Nella
situazione post-tsunami, è evidente che sarebbe già molto
ritornare alla "normalità" nella parte Est dal momento
che è ancora forte il potenziale per lo scoppio della violenza
tra le comunità e continuano gli scontri tra gruppi di individui.
Previsioni indicano che alle dispute sul controllo delle terre si
aggiungeranno quelle sul controllo degli aiuti per la
ricostruzione dopo lo tsunami, creando un mix esplosivo in varie
parti del paese. Per questo il ruolo di Np come risorsa
alternativa per un peacekeeping civile dovrebbe diventare ancora
più rilevante nei mesi a venire.
Emergency Respone Network
L’ Emergency Respone Network – Rete di
Emergenza (ERN) sta cercando urgentemente nuovi collaboratori per
sostituire coloro che non sono più attivi. Finora non è stato
necessario valersi del Emergency Respone Network, tuttavia è
importante averlo come un possibile strumento di consapevolezza e
protesta pubblica. Chiunque fosse interessato a far parte dell’
Emergency Respone Network o che nel corso della sua attività
incontri persone interessate, può scrivere visitara la pagina: