Relazione da Mitrovica. di Luigj
Gjergji (gennaio 2004)
Penso sia necessario dividere questo report in
fasi. Non solo perché c'e’ stato tanto da fare (e ho visto
realizzate da tutti noi anche delle belle cose in questo periodo),
non solo perché la difficoltà c’e’ stata ancora di più
perché purtroppo i momenti di scontri tra la popolazione non
finiscono mai, ma anche perché voglio dettagliare cosi si vede
anche il risultato spesso corretto e che voglio che sia un
coraggio per chi leggerà e anche per me che scrivo per non
smettere mai non solo come diceva papa Giovanni di pregare sempre
per la pace ma anche operare sempre per la pace.
Sulle attività in continuo di Kodra
Minatori e Campo rom le quali io ci sono andato, all’inizio
di novembre abbiamo avuto difficoltà con i ragazzi di Kodra forse
di conseguenza delle altre attività che si svolgevano nello
stesso giorno da un altro ONG o pure perché dietro c’era
qualche persona magari che non so per quale motivo non li faceva
tanto comodo che noi giocavamo e stavamo con i ragazzi, o pure
anche perché i ragazzi di Kodra sono un po’ sccunizzi ed e’
un po’ difficile farli stare insieme e questo anche di
conseguenza della problematica di tutti i giorni che sentono
parlare nelle loro famiglie e alla scuola idem. Cosa che non ha
continuato cosi soprattutto quando e’ venuto fuori l’idea di
fare la mostra e che dovevano lavorare su disegni prima piccoli e
poi sui pezzi del gran mosaico. Tutti contenti e tutti sono venuti
e con l’aiuto dei due studenti artisti serbi, acetati dai
bambini e dagli insegnanti senza nessuna pretesa, hanno fato dei
bei lavoretti esprimendo di più la pace e la voglia d’essere
libero.
Campo Rom. Posso soltanto dire che per
me e’ una soddisfazione stare con loro, giocare con loro e
vedere i loro occhi brillanti nonostante la chiusura che hanno,
nonostante la povertà che vivono, nonostante il freddo d’inverno
che sentono come se fossero quasi fuori. Però importante e’
anche il fatto che anche se ho visto solo un cambiamento di quasi
tre mesi di loro, si nota tanto il fatto che sono riusciti a
parlare e a capire di più all’importanza della pace, e anche il
cambiamento di come reagiscono tra loro con più rispetto
reciproco e più ordinati. Per i disegni e il puzzle devo dire che
anche se con la difficoltà che loro purtroppo qualcuno non sa né
meno scrivere e qualcun altro non c’e mai andato a scuola, sono
impegnati tantissimo e hanno lavorato benissimo e con voglia.
Spero che avrete il modo per vedere qualche filmato o qualche foto
durante queste attività.
Torneo della Pace. Il fine ottobre
eravamo rimasti che aspettavamo una risposta sul finanziamento di
un torneo multietnico di calcio chiamato Torneo della Pace in
collaborazione con un’ONG locale chiamata "Me dore ne zemer",
tra la comunità serba, albanese, bosniaca e rom – ashkali di
giovani dell’età’ dai 14 ai 19 anni. E all’inizio di
novembre dal dipartimento dello sport presso il Ministero della
Gioventù e lo Sport dell’Unmik a Pristina c’e’ arrivato la
risposta positiva pero che finanziava solo il centro sportivo e il
materiale e non il personale. Ma la cosa ci stava in cuore ormai e
i ragazzi erano pronti e non dovevamo mollare. Abbiamo cominciato
con gli allenamenti fati da me perché non potevamo prendere un
allenatore, per poi dividere le squadre e continuare con le
partite fino in finale. Gia negli allenamenti purtroppo i giovani
della comunità serba e la squadra mista di Kodra Minatori creata
da loro stessi, si sono ritirati e non sono venuti più né meno
durante le partite, dovuto alla loro sicurezza di conseguenza
degli scontri successi a Mitrovica Nord all’inizio del torneo.
Negli allenamenti hanno partecipato giovani del Nord (rom e
bosniaci) e del Sud (albanesi). Abbiamo dato un libretto con i
diritti dei bambini e secondo quello hanno scelto il nome delle
squadre le quali sono state 5 ( Non discriminazzia, Sapienza,
Pace, Stop alla Violenza e Ricreazione ). Con l’aiuto del
personale dell’altra ONG e con la presenza della polizia in ogni
incontro e una volta anche con il trasporto dei rom, sono
cominciate le partite e il primo giorno e andato benissimo dove in
ogni squadra erano giocatori misti e che era bello sentirli
parlare tra loro e chiamare l’un l’altro. Nella seconda
giornata purtroppo da una non correttezza del personale del centro
sportivo non abbiamo potuto fare niente e che forse ha influenzato
male sui rom perché poi li abbiamo persi e nella terza giornata
anche se sono stati contenti che partecipavano e che avevano fato
anche amicizie con albanesi e bosniaci, non sono più venuti
dovuto forse anche al fatto che il responsabile loro che li
accompagnava ha avuto un incidente e non poteva proseguire. Per
sostituire loro si sono aggiunti degli albanesi e dei bosniaci.
Poi alla fine, il 14 Dic nell’ambito del torneo che si svolge
dall’Assopace e Sporti pa kufij tra Kodra Minatori e Bosniacka
Mahala di bambini da 6 ai 14 anni che si diventa sempre più
efficace, ordinato e educativo, si e’ tenuto il finale del
torneo della pace tra Ricreazione (composta di più bosniaci) e la
Pace (composta di più albanesi) dove il vincitore e’ stato la
Ricreazione. Devo porre l’accento che non e’ stato del tutto
realizzato la nostra idea dello svolgimento e della partecipazione
dovute alle problematiche del posto e del tempo a disposizione, ma
importante il fatto che i ragazzi hanno fatto amicizia e che alla
fine non si notava chi ha vinto perché tutti si salutavano
amichevolmente e addirittura era qualcuno che mi chiedeva sui rom
e su perché non erano venuti gli quali non avevano visto
Mitrovica Sud da quasi 6 anni e ora proprio al Sud avevano degli
amici si può dire che chiedevano di loro. Tutti alla fine mi
chiedevano se si organizzassero altri tornei simili nel futuro e
tutti mi volevano lasciare un loro recapito per essere
partecipante in ogni eventuale attività. Poi e’ bello il fatto
che dopo un invito fato dalla Caritas France a partecipare con una
squadra di questo torneo in un loro torneo giornaliere sportivo, e’
stato subito ben accolta dai ragazzi partecipanti e quindi saremo
presenti il 22 Dic in quell’attività con un gruppetto del
Torneo della Pace.
Mostra al centro culturale. Un
giorno prima del finale del torneo sopra nominato, al centro
culturale si e’ fato la mostra dei disegni delle scuole in
Italia e delle diverse aree e scuole di Mitrovica. Una cosa
magnifica. Io non pensavo più di tanto al grosso pericolo che
avevo avuto la sera precedente mettendo per Nord Mitrovica le
pubblicità su questa mostra, tanto che all’arrivo prima di
tutto dei ragazzi di diverse aree di Mitrovica per partecipare e
poi alla fine dove ogni gruppo doveva mettere il suo pezzo di
puzzle per completare tutta l’opera. Poi l’arrivo di qualche
personalità del Comune o dei giovani e anziani di Mitrovica che
si meravigliavano che dei disegni cosi semplici avevano un
significato cosi grande. La pace e la Convivenza. Alla fine
completare il puzzle e’ stato davvero stupendo piuttosto perché
i ragazzi lo vedevano con una certa stupidità non riuscendo a
credere che erano stati loro a disegnarlo e non solo a completarlo
lì al centro culturale ma anche perché era un disegno troppo
significante e bello per la realtà qua a Mitrovica.
Io: più sto in questo posto, tanto di
più entro nella loro vita e ancora di più sento le loro
problematiche di sicurezza e di povertà e tanto di più ci soffro
col pensiero con loro. Più ci lavoro con dei giovani e bambini,
tanto di più mi lego a loro, alle loro voglie e fantasie minime
chiuse da non poter né meno sognarli, alla loro esistenza in
questo posto non potendo avere né meno le minime cose essenziali,
ai loro pensieri di speranza su un giorno con più sole di
libertà. Visto che la mia esperienza sta per finire qua a
Mitrovica, da giorni sto pensando soltanto al difficile momento
che me n’andrò via. Non lo so ma ormai lo sguardo dei bambini
verso i soldati o verso a qualche posto che non possono
attraversare, e’ incancellabile dal mio cuore col dispiacere di
non poter cambiare tanto a questa realtà amara e farli capire
alla gente di qua ma anche di tutto il mondo che insieme si vive
meglio e che con la pace nelle nostre case e nei nostri cuori, ci
sentiamo più grandi e tanti più felici. Lavorando qua per me non
e’ stato facile e certi momenti ho detto che non e’ possibile,
essendomi albanese, perché purtroppo ho notato che chiunque viene
a vivere o lavorare in questo paese, la gente di qua riesce a
farlo entrare nel pessimismo e nelle problematiche come una cosa
non superabile. E io dico che non e’ giusto. Io sto qua per fare
il contrario e dire a questa gente, bambini o maturi che sono, che
la pace e l’amore cambiano la vita. Non so se andrò via subito
o dopo un po’ di tempo pero sicuramente andrò via da qua con
più forza e più voglia di tornare anche rischiando a lavorare in
questo paese o in un altro con simili problemi perché siamo
venuti in mondo per amare e questo e’ il miglior modo farlo,
rischiando anche la nostra vita.
Luigj Gjergji
top
|