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Israele e Palestina
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Il diario di Ernesto Scelza
Nablus, 19 maggio 2004 ore 13.oo
Stanotte gli Israeliani sono entrati nel Campo
rifugiati di Askar ed hanno ferito 9 persone. Il loro obiettivo e’
stato di occupare una casa…. vuota.
Nella Città Vecchia hanno ucciso un’altra persona (come la
notte precedente). Non passano 24 ore in questa citta’ che non
ci sia un’ incursione dell’esercito di Tel Aviv. Alle undici c’e’
stata una dimostrazione per commemorare le vittime dei massacri di
Gaza e per le ultime vittime in citta’. Una settimana fa, il 12
maggio, da Rojub, il villaggio dove eravamo con la clinica mobile,
abbiamo visto arrivare i blindo israeliani e sentito colpi
provenire dal campo di Balata. Al ritorno un carro ha seguito la
traiettoria della vettura con il cannone. Un modo come un altro
per salutare. Poi siamo stati bloccati nei pressi di Balata dagli
scontri con gli israeliani. Le camionette corazzate entravano ed
uscivano dalle strette viuzze del campo a tutta velocità
attirando sassi e oggetti diversi lanciati dai palestinesi. Per un’ora
e mezza abbiamo assistito a questa assolutamente inutile e
illogica manifestazione di prepotenza. Le camionette inseguivano i
giovani.
Di tanto in tanto I soldati uscivano, si appostavano sparavano
candelotti o facevano fuoco con i fucili. Vedevano gli intonaci
schizzare là dove si schiacciavano le pallottole. Solo un paio di
feriti, fra i palestinesi naturalmente. Perché questa palese
operazione di disturbo, condotta di giorno senza apparenti
motivazioni? La nostra logica ci impedisce di contemplare l’importante
argomento che presiede a questo tipo di aggressioni, argomento
presente, solido e motivato all’interno della banda Sharon. La
volontà israeliana di rendere impossibile la vita dei palestinesi
a casa loro e cacciarli.
Non e’ certamente un personaggio di secondo piano in Israele il
Ministro per il Turismo la cui idea costantemente insistita e’
di caricare i palestinesi su camion e mandarli via assieme ai
rifugiati di Libano Siria Giordania, che costituiscono, a suo
dire, una potenziale bomba ad orologeria. Mandarli dove? Per lui e’
indifferente, basta mandarli via. Al Ministero del turismo
israeliano e’ così che concepiscono questo svago.
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