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Interventi internazionali --> Israele e Palestina --> Il diario di Ernesto Scelza

 

Israele e Palestina 

israele_palestina.gif (39576 byte) Il diario di Ernesto Scelza

 

Ieri ho tentato di entrare a Nablus, con l’ aiuto di un esponente del Medical Relief con passaporto israeliano. Ci incontriamo al check point di Calandia, fuori Ramallah, e prendiamo un mezzo per Nablus, la città maledetta della resistenza palestinese. Dopo numerosi check point disseminati sui trenta chilometri del tragitto arriviamo al primo posto di blocco prima della entrata della città. Ci dicono che nessuno straniero entra a Nablus. Torniamo indietro, cambiamo mezzo e cerchiamo di aggirare il check: dopo colline e dirupi ecco un altro blocco. Questa volta tento di entrare da solo con il tesserino di giornalista e il passaporto italiano. Vengo
accompagnato a gesti e con i fucili puntati, davanti al posto di guardia. Dopo lunghi minuti di consultazione con i comandi, domande infinite sul perché della visita e tante parole belle e inutili su
Napoli e Roma e Totti, ecco il rifiuto categorico: A Nablus ci sono scontri. Non si entra. Il coprifuoco é esteso a tutta l’area.
Avevamo sentito la sera prima gli aerei alzarsi sopra Jerusalem e sappiamo dell’incursione nella Striscia di Gaza e di nove uccisi, molti di essi bambini. Avevamo percepito il clima sordido di tensione: ecco come stanno le cose.
Ritorniamo indietro, pensando di recuperare il tempo visitando il ‘muro ad Abu Dis, il quartiere di Jerusalem che avrebbe dovuto ospitare il Consiglio legislativo palestinese, secondo gli Accordi di Oslo. Ma dovremo rinunciarvi: Il percorso di ritorno questa volta é interrotto da una serie infinita di posti di blocco volanti, apposti da squadre di giovani soldati israeliani nervosi. Risultato: quattro ore per fare trenta chilometri.
Decido di incontrarmi a Ramalah con Moustafà Barghouti questa mattina.
Di buona ora, alle sette, le sei italiane. Parte la Maratona delle Pace da Jerusalem a Bethlehem. Ci sono Ruini, le autorità israeliane, persino il rappresentante del Governo italiano Baldassarri: mancano, per ora, i palestinesi. Speriamo che a Bethlehem almeno il sindaco palestinese
della città stia a testimoniare che la pace, anche nello sport , deve farsi insieme. Partono i maratoneti, alcuni prestigiosi come Moreno Argentin e Eddy Ottoz, assieme ad un gruppetto israeliano che lascerà il testimonio ad un gruppetto di atleti palestinesi … al check point di
Bethlehem.
Intanto si diffondono le voci delle conseguenze delle ultime incursioni a Gaza, a Beit Lahia: 66 feriti e 15 ragazzi uccisi. Il più vecchio aveva 24 anni, la maggior parte sotto i 17. Uno, di anni, ne aveva di 12: lanciava pietre contro un carro armato.
Prendo contatti con Ramallah. Poi, spero di incontrarmi con i responsabili del Medical Relief e con Moustafà Barghouti. Se possibile,
cercheremo anche di visitare il Ramallah Civil Hospital, che abbiamo sostenuto nei momenti dello assedio della città.
Scrivo queste note di corsa perché ho difficoltà a trovare un internet point per trasmettere.
La Old City é stata isolata. Blocchi militari impediscono gli accessi alla città vecchia. Davanti
alla Porta di Damasco si bloccano anche i venditori di noccioline e di datteri. Mi sposto alla Porta nuova e riesco a passare. Il fatto è tanto più grave se si pensa che oggi è venerdì e nella città
vecchia vi sono due dei maggiori luoghi santi dell’Islam: la Moschea della Roccia e quella di Al Aksa.
Trasmetto il pezzo e scappo: mi aspetta un mezzo per il check point di Calandia e poter arrivare in città e partecipare alla manifestazione popolare per Rantisi.
Una manifestazione che, dicono, non sarà la solita…

Ernesto Scelza
Associazione per la Pace
Salerno

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