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Israele e Palestina
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Il diario di Ernesto Scelza
I eri ho tentato
di entrare a Nablus, con l’ aiuto di un esponente del Medical
Relief con passaporto israeliano. Ci incontriamo al check point di
Calandia, fuori Ramallah, e prendiamo un mezzo per Nablus, la
città maledetta della resistenza palestinese. Dopo numerosi check
point disseminati sui trenta chilometri del tragitto arriviamo al
primo posto di blocco prima della entrata della città. Ci dicono
che nessuno straniero entra a Nablus. Torniamo indietro, cambiamo
mezzo e cerchiamo di aggirare il check: dopo colline e dirupi ecco
un altro blocco. Questa volta tento di entrare da solo con il
tesserino di giornalista e il passaporto italiano. Vengo
accompagnato a gesti e con i fucili puntati, davanti al posto di
guardia. Dopo lunghi minuti di consultazione con i comandi,
domande infinite sul perché della visita e tante parole belle e
inutili su
Napoli e Roma e Totti, ecco il rifiuto categorico: A Nablus ci
sono scontri. Non si entra. Il coprifuoco é esteso a tutta l’area.
Avevamo sentito la sera prima gli aerei alzarsi sopra Jerusalem e
sappiamo dell’incursione nella Striscia di Gaza e di nove
uccisi, molti di essi bambini. Avevamo percepito il clima sordido
di tensione: ecco come stanno le cose.
Ritorniamo indietro, pensando di recuperare il tempo visitando il
‘muro ad Abu Dis, il quartiere di Jerusalem che avrebbe dovuto
ospitare il Consiglio legislativo palestinese, secondo gli Accordi
di Oslo. Ma dovremo rinunciarvi: Il percorso di ritorno questa
volta é interrotto da una serie infinita di posti di blocco
volanti, apposti da squadre di giovani soldati israeliani nervosi.
Risultato: quattro ore per fare trenta chilometri.
Decido di incontrarmi a Ramalah con Moustafà Barghouti questa
mattina.
Di buona ora, alle sette, le sei italiane. Parte la Maratona delle
Pace da Jerusalem a Bethlehem. Ci sono Ruini, le autorità
israeliane, persino il rappresentante del Governo italiano
Baldassarri: mancano, per ora, i palestinesi. Speriamo che a
Bethlehem almeno il sindaco palestinese
della città stia a testimoniare che la pace, anche nello sport ,
deve farsi insieme. Partono i maratoneti, alcuni prestigiosi come
Moreno Argentin e Eddy Ottoz, assieme ad un gruppetto israeliano
che lascerà il testimonio ad un gruppetto di atleti palestinesi
… al check point di
Bethlehem.
Intanto si diffondono le voci delle conseguenze delle ultime
incursioni a Gaza, a Beit Lahia: 66 feriti e 15 ragazzi uccisi. Il
più vecchio aveva 24 anni, la maggior parte sotto i 17. Uno, di
anni, ne aveva di 12: lanciava pietre contro un carro armato.
Prendo contatti con Ramallah. Poi, spero di incontrarmi con i
responsabili del Medical Relief e con Moustafà Barghouti. Se
possibile,
cercheremo anche di visitare il Ramallah Civil Hospital, che
abbiamo sostenuto nei momenti dello assedio della città.
Scrivo queste note di corsa perché ho difficoltà a trovare un
internet point per trasmettere.
La Old City é stata isolata. Blocchi militari impediscono gli
accessi alla città vecchia. Davanti
alla Porta di Damasco si bloccano anche i venditori di noccioline
e di datteri. Mi sposto alla Porta nuova e riesco a passare. Il
fatto è tanto più grave se si pensa che oggi è venerdì e nella
città
vecchia vi sono due dei maggiori luoghi santi dell’Islam: la
Moschea della Roccia e quella di Al Aksa.
Trasmetto il pezzo e scappo: mi aspetta un mezzo per il check
point di Calandia e poter arrivare in città e partecipare alla
manifestazione popolare per Rantisi.
Una manifestazione che, dicono, non sarà la solita…
Ernesto Scelza
Associazione per la Pace
Salerno
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