Visualizza il nuovo sito di pacedifesa

Home Page

news| presentazione| contributi teorici| interventi internazionali| formazione| iniziative| ricerche e pubblicazioni| convegni e seminari| link
 


Missione EU di monitoraggio elettorale in Guatemala

Il 9 novembre si terrà una serie di elezioni in Guatemala :presidenziali, dei deputati del congresso, dei parlamentari del Parlacen (Parlamento Centroamericano) e le elezioni Municipali. Tutte queste elezioni verranno osservate da una missione dell’Unione Europea, la quale realizza le sue attività in seguito ad accordi con il Governo e il Tribunale Supremo Elettorale del Guatemala. 
Il capo della Missione è l’europarlamentare greco Jannis Sakellariou, che dirige un team di 6 esperti e 22 osservatori di lungo periodo, ai quali si aggiungeranno il 3 novembre un gruppo di più di 60 osservatori di breve periodo, che durante il giorno delle elezioni visiteranno i seggi elettorali, osservando le procedure di voto, così come le operazioni di conteggio e di trasmissione dei risultati. Al termine delle sue attività la Missione presenterà un rapporto, le cui conclusioni avranno notevole importanza per la Comunità Internazionale e per le relazioni tra il Guatemala e l’Unione Europea stessa. 
Il Guatemala sta vivendo momenti di grande tensione, legate anche al fatto che il Generale Rios Montt, considerato il maggiore responsabile della repressione Indigena degli anni 1982-1983, è stato ammesso a concorrere per elezioni. Il partito del Generale Rios Montt è attualmente al potere. Infatti, l’attuale Presidente del Guatemala è Alfonso Portillo, membro del FRG (Frente Repubblicano Guatemalteco), lo stesso partito di Efrain Rios Montt. Tale circostanza suscita negli avversari politici il timore che potrebbero esserci brogli elettorali durante le elezioni. Nel caso in cui nessun candidato otterrà una percentuale di voti superiore al 50%, il 28 dicembre si terrà il ballottaggio tra i due candidati che nelle elezioni del 9 novembre avranno ottenuto il maggior numero di voti.

TOP



Primo turno delle Elezioni Generali in Guatemala 2003

Le elezioni generali in Guatemala del 9 novembre u.s. hanno avuto luogo in condizioni di accettabile ordine pubblico e con limitati episodi di violenza, nonostante le notevoli disfunzioni dei centri di votazione. L’affluenza alle urne costituisce un record storico. Sconfitta del partito al governo e in particolare del suo candidato alla Presidenza del Guatemala, Efrain Ríos Montt. Il 28 dicembre p.v. si terrà il ballottaggio tra i candidati dei due partiti che hanno avuto più voti nelle elezioni del 9 novembre.

Le Elezioni Generali (Presidente e Vicepresidente della Repubblica, Deputati del Congresso della Repubblica e del Parlamento Centroamericano, Elezioni Municipali) in Guatemala hanno fortunatamente smentito quelle previsioni che facevano temere diffusi atti di violenza in occasione della giornata elettorale. Il periodo precedente alla chiamata alle urne era stato, infatti, contraddistinto da tensione, compreso atti di aggressione fisica o verbale a candidati e militanti politici, nonostante lo sforzo dei partiti politici per stabilire strumenti di cooperazione e di consenso. In particolare, il partito al governo (FRG, Frente Repubblicano Guatemalteco) veniva accusato dai partiti di opposizione di uso improprio di beni dello stato per la campagna elettorale, e di compensare economicamente gli ex membri delle PAC (Patrullas de Autodefensa Civil), che costituirono un’importante strumento della strategia controrivoluzionaria nella guerra civile terminata con gli accordi di Pace del 1996. Nel luglio di quest’anno l’attuale Presidente Alfonso Portillo annunciò il suo programma di compensazione economica agli ex membri delle PAC, senza che ciò comprendesse alcun piano di selezione preliminare per escludere quegli individui su cui gravavano le maggiori accuse di violazioni dei diritti umani. Secondo l’Organizzazione Human Rights Watch, ciò contribuì al rinnovo di affiliazioni alle PAC e, a causa del ruolo delle PAC nelle violazioni dei Diritti Umani, recò danno ai progressi che erano stati fatti verso la ripresa della legalità in Guatemala. La Missione di Osservazione Elettorale dell’Unione Europea ha potuto seguire il processo elettorale sin dall’inizio della campagna, con osservatori dislocati su tutti i 22 dipartimenti del paese. Durante le operazioni di voto e di scrutinio 110 osservatori hanno visitato 583 seggi elettorali in 185 diverse municipalità, così come hanno monitorato le operazioni di scrutinio e di trasmissione dei dati di 22 centri di calcolo nei vari dipartimenti.

La giornata elettorale è iniziata regolarmente presso la quasi totalità dei seggi elettorali, ma le operazioni di voto sono andate avanti con lentezza, a causa di problemi procedurali riscontrabili nei seggi elettorali di tutti i dipartimenti del Guatemala. I maggiori disagi vennero causati dai lunghissimi tempi d’attesa dovuti alle difficoltà nell’identificare il nome del votante nei registri dei seggi, a causa sia della confusione per la discutibile divisione dei seggi in attualizzati e non, ma anche di registri a volte compilati non correttamente.

Tuttavia i Guatemaltechi hanno dimostrato un notevole senso civico, rimanendo in fila talvolta per parecchie ore, pur di potere esprimere la loro scelta di voto e l’affluenza alle urne è stata di circa il 58%, la più alta dal 1990; nonostante ciò un numero consistente di elettori non ha potuto esercitare il proprio diritto di voto.

La tensione sfociò in violenza solo in un numero molto limitato di casi.

Non sono stati rilevati casi palesi di frode elettorale, e le giunte elettorali hanno operato in maniera professionale e imparziale nella stragrande maggioranza dei seggi. Le urne hanno premiato due tra i partiti all’opposizione all’attuale governo, precisamente il GANA (Gran Alianza Naciónal) e il UNE (Unidad Naciónal de la Esperanza). I candidati alla presidenza dei due partiti hanno ottenuto rispettivamente il 34.33% e il 26.36% dei voti validi, mentre l’esponente del FRG ha ottenuto il 19.31% dei suffragi.

In conseguenza di ciò, Oscar Berger (candidato alla presidenza del GANA) e il suo rivale Alvaro Colom (UNE) si presenteranno al turno di ballottaggio del 28 dicembre, mentre il candidato del FRG, il generale Ríos Montt, ex capo di stato tra il 1982 e il 1983, appare definitivamente tagliato fuori dalla vita politica nazionale, in seguito alla sconfitta elettorale riportata il 9 novembre; un segnale dell’uscita di scena dell’ex leader potrebbe essere rappresentato dal fatto che Ríos Montt non ha rilasciato alcuna dichiarazione nei giorni immediatamente successivi alle elezioni. E’ molto difficile prevedere quale tra i due contendenti potrebbe avere la meglio alle elezioni del 28 dicembre, poiché ciò dipende dalle scelte politiche e dalle alleanze che O. Berger e A. Colom faranno durante le due tornate elettorali.

Ci si auspica che i due contendenti al ballottaggio del 28 dicembre p.v. presentino una più articolata offerta programmatica, che comprenda anche degli impegni precisi per l’implementazione degli accordi di pace, la cui attuazione è ancora incompiuta a distanza di sette anni dalla loro promulgazione. Una buona parte dei Guatemaltechi è di diretta discendenza indigena e spera che un cambiamento del partito al governo possa finalmente dare maggiore riconoscimento ai loro diritti. E’ altresì augurabile che prossime elezioni possano avvenire con una revisione di alcuni strumenti di voto che sono stati deficitarii nel suffragio appena trascorso, in particolare le cedole d’identificazione degli elettori e i registri di voto, così come sarebbe opportuna una maggiore efficienza nell’organizzazione dei centri elettorali.

Il Centro Studi Difesa Civile è partner dell’Organizzazione Non Governativa internazionale "Nonviolent Peaceforce", che ha un gruppo di lavoro sul Guatemala presieduto da Claudia Samayoa, membro del comitato direttivo della fondazione Rigoberta Menchú Tum. Una buona opportunità di sostegno alla società civile Guatemalteca può essere costituita dal sostegno alla fondazione, che porta il nome dell’indigena Maya Guatemalteca Premio Nobel per la Pace 1992.

Francesco Mugheddu, Osservatore di breve periodo nella missione di Osservazione Elettorale dell’Unione Europea in Guatemala (per ulteriori informazioni, si prega di scrivere a frmughed@yahoo.com).

Fonti utili per eventuali approfondimenti:

- Missione di Monitoraggio Elettorale dell’Unione Europea in Guatemala
http://www.ue-moeg.org 

- Eurosservatori, dossier informativo sul Guatemala
http://www.elexweb.org/eurosservatori.htm 

- Human Rights Watch, Guatemala - World Report 2003
http://www.hrw.org 

- Missione ONU in Guatemala
http://www.un.int/guatemala 

- Quotidiano nazionale Guatemalteco "Prensa Libre"
http://www.prensalibre.com/pls/prensa/index.jsp 

TOP


Secondo turno delle

Elezioni Presidenziali in Guatemala 2003

Francesco Mugheddu

Le Elezioni Presidenziali in Guatemala del 28 dicembre u.s. sono state caratterizzate da una partecipazione ordinata dei cittadini e da un'affluenza alle urne del 46% degli aventi diritto al voto, inferiore del 12% rispetto al turno precedente (elezioni generali del 9 novembre u.s.). Nel complesso il processo elettorale é avvenuto in maniera molto piú regolare che nel turno elettorale precedente.

La minore affluenza alle urne rientra all'interno di una tendenza costante relativa al secondo turno delle elezioni guatemalteche, e va anche addebitata al fatto che le elezioni del 28 dicembre avevano luogo in corrispondenza con le festivitá di fine anno. Una delle ragioni del maggiore successo del processo elettorale si deve al fatto che il numero delle schede elettorali si era ridotto da 5 a 1, essendoci solo il ballottaggio tra i due candidati che lo scorso 9 novembre avevano ottenuto il maggior numero di voti. Non ci sono stati episodi di violenza nella pressoché totalitá dei seggi, neppure nelle quattro municipalitá dove si erano dovute ripetere le elezioni del primo turno poiché erano state bruciate le schede elettorali. Le urne hanno dato ragione a Oscar Berger, candidato della coalizione Gana (Gran Alianza Nacional), a scapito del suo antagonista Álvaro Colom, rappresentante della UNE (Unidad Nacional de la Esperanza), con uno scarto di circa 8.3 punti percentuali.

Quantunque le operazioni elettorali risultassero notevolmente semplificate, va reso onore al Tribunale Supremo Elettorale, organo responsabile per l'organizzazione delle elezioni perchè, seppure i notevoli limiti dimostrati soprattutto in occasione del primo turno, ha adottato alcune misure per cercare di ovviare ai problemi relativi al precedente turno elettorale. Tali misure hanno compreso, tra l'altro, un corso d'aggiornamento del personale dei seggi elettorali e la presenza di "orientadores" all'interno dei seggi che potessero aiutare i votanti a dirigersi nei seggi d'appartenenza.

La Missione dei Osservazione Elettorale dell'Unione Europea, che ha visto dispiegato sul territorio guatemalteco lo stesso numero di osservatori presenti nel primo turno, ha espresso un parere complessivamente positivo sulle elezioni, i cui risultati riflettono la volontá democratica dei cittadini i quali, nonostante alcune limitazioni causate da assenze di elettori dalle liste dei votanti, hanno potuto esercitare il proprio diritto di voto in condizioni di libertá e sicurezza.

Il periodo post-elettorale é stato caratterizzato dalla ricerca di accordi sulla formula di governo, considerando anche che il partito del Presidente eletto, dopo tanti anni, non ha la maggioranza dei seggi al parlamento, il cui numero maggiore é costituito dai deputati del FRG, partito del Generale ex capo di stato Efrain Riós Montt.

La speranza é che il Guatemala possa uscire dalla corruzione che ha spesso contraddistinto le Istituzioni Statali, e possa vivere una situazione di maggiore sicurezza sociale. La delinquenza comune e organizzata rappresenta un ingentissimo problema, e ci si auspica che possa ridurre e scomparire anche la violenza che sovente colpisce difensori dei Diritti Umani, operatori di giustizia, testimoni, avvocati, giornalisti, religiosi e oppositori politici. É altresí auspicabile che il martoriato paese del CentroAmerica possa vedere un rafforzamento della Societá Civile e che essa possa avere maggiori spazi di dialogo con il Governo, cosicché si possa vivere in un'atmosfera di maggiore governabilitá e le azioni del governo possano avere il sostegno necessario per la loro applicabilitá.

É fondamentale che vengano rafforzate le istituzioni incaricate del rispetto dei Diritti Umani, come la "Procuraduría de los Derechos Humanos (PDH)" e la Commissione Presidenziale per i Diritti Umani (COPREDEH), cosí come vengano seguite le raccomandazioni delle Nazioni Unite. Per un futuro pienamente rispettoso della multiculturalitá del Guatemala, costituito in gran numero da comunita’ Maya, é imprescindibile un'effettiva implementazione degli Accordi di Pace firmati nel 1996.

É determinante rafforzare un programma educativo che permetta di affermare i valori etici e democratici della Societá Civile e delle Istituzioni Statali. Inoltre, un ambiente di stabilitá economica potrebbe migliorare le condizioni del paese, con la possibilitá di incremento degli investimenti di capitali nazionali ed esteri e l'aumento dell'offerta lavorativa.

Dovrebbero anche essere effettivamente perseguiti legalmente coloro i quali, specialmente a livello politico, si sono macchiati di crimini di corruzione e violazione dei Diritti Umani.

Il Centro Studi Difesa Civile é particolarmente interessato ad una rivalutazione degli investimenti nell'Istituzione Militare dello Stato che, a scapito di importanti settori istituzionali, ha visto incrementare i suoi fondi durante i quattro anni del governo Portillo; in sintonia con lo spirito degli Accordi di Pace é necessario considerare i limiti di un sistema di controllo statale basato principalmente sull'uso della forza, e rafforzare settori non violenti della societá guatemalteca.

TOP

interventi internazionali