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Interventi internazionali --> Colombia -->Articolo "El Tiempo"  e commento di M.R.

Colombia: fumigazione di vaste aree del Chocò
Sabato 8 gennaio il quotidiano colombiano El Tiempo ha annunciato la prossima fumigazione di vaste aree del Chocò. Questa pratica devastante si è dimostrata negli anni inefficace al fine di ridurre la produzione di coca; mentre, gravissimi sono i suoi effetti sulla salute della popolazione civile e sulla natura: ora tocca al Chocò, la seconda area al mondo per biodiversità! La povertà è all’origine delle coltivazioni di coca e della violenza nella regione, la fumigazione porterà solo più povertà, e cioè, più droga e più violenza.

Leggi l'articolo di El Tiempo e il commento di M.R.

Colombia: reclutamento e partenza per l'Iraq di 25 ex-ufficiali dell'esercito colombiano
Secondo fonti citate dal quotidiano colombiano El Tiempo, il reclutamento avrebbe avuto luogo il 2 dicembre negli uffici della "Halliburton Latinoamérica", filiale della celebre società petrolífera che è stata diretta per 5 anni dall’attuale vicepresidente degli Stati Uniti, Dik Cheney, e che è ora oggetto di polemiche per l’attribuzione di contratti in Iraq. L’articolo di Geostrategie.com riporta: - El Tiempo aggiunge che "Halliburton è segnalata negli Stati Uniti come una delle 30 compagnie nel mondo che praticano questo tipo di reclutameto, insieme a Blackwater USA, specializzata nel combattimento urbano, e Dyncorp, che appoggia la fumigazione delle coltivazioni di narcotici in Colombia".

Nuova controversia tra Colombia e Venenzuela
Da molti giorni El Tiempo é concentrato principalmente sulla controversia tra Colombia e Venezuela. Non so se vi é giunta la notizia, ma  pare che alcuni responsabili colombiani abbiano corrotto dei funzionari locali venenzuelani per farsi consegnare illegalmente un membro delle FARC e da allora si é aperta una controversia tra i due paesi. Il Presidente Chavez ritiene che la sovranitá venezuelana sia stata violata e pretende delle scuse formali da parte del governo colombiano, mentre quest'ultimo non ha alcuna intenzione di perdere la faccia. Il contrasto é oggetto di un braccio di ferrro sempre piú forte, e Chavez ne ha parlato in un recente comizio pubblico affermando che dietro a tale pressione ci sono gli Stati Uniti e che se il governo colombiano non assume un impegno specifico riconoscendo di aver compiuto un atto illegale e di aver violato la sovranitá venezuelana chiuderá le frontiere tra i due stati con grave pregiudizio per le attivitá commerciali tra i due paesi.

Prima udienza del processo a Jaime Humberto Uscátegui
Oggi, 24-01-05, si é tenuta la prima udienza del processo al Generale ritenuto corresponsabile del famoso massacro di Mapiripán. Questa persona che all'epoca dei fatti comandava la settima brigata, é ritenuta responsabile per aver permesso che i paramilitari arrivassero sul posto dall'Urabá superando posti di blocco e controlli dell'esercito colombiano, e compiessero il massacro degli abitanti (massacro perpetrato in diversi giorni durante i quali le truppe irregolari sono rimaste nel villaggio occupandolo) di questo villaggio nonostante le numerose richieste di intervento di un suo sottoposto. Il processo che si é aperto oggi é importantissimo perché per la prima volta un altissimo responsabile dell'esercito viene giudicato difronte ad un tribunale civile e non militare.


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Articolo de El Tiempo e il commento di M.R.

Scrive M.R. È mia opinione che sia la povertà all’origine delle coltivazioni di coca e della violenza nella regione (vi sono presenti gruppi armati illegali: guerriglieri e paramilitari). La fumigazione colpirà anche le coltivazioni lecite, indispensabili alla vita dei contadini poveri della regione, e ne meterá a grave rischio la salute, specialmente quella dei bambini; pensate che i contadini di tale area bevono l’acqua direttamente dai fiumi, e questi verano avvelenati dai defolianti irrorati in tali operazioni. Seguendo un copione che vediamo ripetersi da anni in Colombia, la popolazione sarà costretta a fuggire lasciando terre ed averi e gli si apriranno tre prospettive: o ingrossare le fila dei già 2 milioni di sfollati che vivono miserevolmente nelle periferie delle grandi città, oppure rendersi disponibili a coltivare coca in altre terre, o ancora entrare tra le truppe armate irregolari della guerriglia o dei paramilitari. In poche parole la fumigazione, porterà solo più povertà, e dopo la distruzione iniziale fornirà manovalanza per produrre più droga e più violenza.

Testo pubblicato sul quotidiano colombiano "El Tiempo" sabato 8 gennaio 2005; articolo dell’inviato speciale a Quibdò ANDRÉS LEONARDO ROSALES

Traduzinone in italiano di M.R.:

Polizia / Le coltivazioni illecite saranno presenti nel 30% dei municipi
Ha inizio la fumigazione della coca nel Chocò.

Per la prima volta il Chocò sarà oggeto delle fumigazioi aeree volte a sradicare le coltivazioni illecite. Queste, secondo i dati forniti dalla policía, sarebbero presenti su circa il 30% dei municipi della regione.
La decisione preoccupa la popolazione. Ciò che è più grave, dicono alcuni leader comunitari, è che le piante proibite sono camuffate tra il mais, il chontaduro, il borojò ed il banano, ma l’irrorazione non distingue tra coltivazioni legali ed illegali.
Secondo il colonnello Ómar Francisco Perdomo, comandante della Policía nel Chocó, sarebbe in programa la fumigazione di aree come Acandí, Riosucio, Sipí, Nóbita e Quibdó.
Inoltre, ha rivelato l’ufficiale, saranno irrorati il Canion di Garrapatas, al confine con Valle; il Medio San Juan, parte dell’Urabá chocoano e l’Alto, ed il Basso ed il Medio Baudó. In quest’ultima zona sarà iniziata un’opera di sradicamento che durerà circa un mese.
Si tratta di una delle aree più ricche al mondo di boschi tropicali, in cui si possono trovare più di 300 specie di legname in un solo ettaro.
Le operazioni, dicono le autoriíta militari e di policía, sono una risposta al vertiginoso incremento delle coltivazioni illecite. Solo nell’ultimo trimestre è stato riportato lo sradicamento manuale di 240 ettari e la distruzione di 8 laboratori per lavorare la coca.
"È uno degli indici (di crescita) più alti nella storia della regione", ha detto il colonnello Perdomo riferendosi ad un documento della policía che rende conto di come lo sradicamento manuale non sia suficiente per controllare quest’auge di coltivazioni illecite.
Secondo il rapporto più recente dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro le Droghe ed il Delitto (Unodc), il Chocó è passato dall’avere 250 ettari di coca nell’agosto del 2000 a 453 in diciembre del 2003. Coca e violenza
D’altro canto, i portavoce delle organizazioni umanitarie hanno mezo in evidenza la violenza che aflige la regione per la disputa territoriale portata avanti da vari anni dai gruppi che operano al margine della legge, alla ricerca del controllo sulle coltivazioni illecite.
In tal senso il fatto più recente è stato uno scontro tra i guerriglieri delle FARC ed i membri delle autodifese [paramilitari] a Bebedó (sud del Chocó), di cui non si cooscono le vittime provocate tra i combattenti. Ciò che invece si sa è che rimasero uccisi nello scontro armato 4 civili e che altri 14 rimasero gravemente feriti.
A ciò occorre agiungere la cattura, nelle ultime ore, di 7 individui che, secondo le operazioni di intelligence della Polizia Antinarcotici, sarebbero giunti nella zona per insegnare ai contadini come seminare e raccogliere la coca.
Un contingente di almeno 200 uomini della Policía Antinarcotici aceptaba il tempo buono per dare inizio ad operazioni con 4 aerei e 6 elicotteri.
Da parte sua, Jesús Nicolás Abadía, direttore della Corporación Autónoma Regional per lo Sviluppo Autónomo del Chocò (Codechocó), ha respinto la fumigazione ed ha affermato in modo enfatico che la sua entità non era stata consultata circa tali operazioni.

Versione originale in spagnolo:

POLICÍA / CULTIVOS ILÍCITOS ESTARÍAN PRESENTES EN EL 30 POR CIENTO DE LOS MUNICIPIOS
Arranca la fumigación de coca en Chocó

Por primera vez, Chocó será objeto de fumigaciones aéreas para la erradicación de cultivos ilícitos. Estos, según un informe de la Policía, están presentes en cerca del 30 por ciento de los municipios del departamento.
La decisión despertó preocupación entre los pobladores. Lo más grave, dicen algunos líderes comunitarios, es que las matas prohibidas están camufladas entre maíz, chontaduro, borojó y plátano, pues la aspersión no distingue los cultivos legales de los ilegales.
De acuerdo con el coronel Ómar Francisco Perdomo, comandante de la Policía en Chocó, dentro de lo programado está la fumigación en poblaciones como Acandí, Riosucio, Sipí, Nóbita y Quibdó.
Además, reveló el oficial, serán asperjados el Cañón de Garrapatas, en límites con Valle; el Medio San Juan, parte del Urabá chocoano y el Alto, el Bajo y el Medio Baudó. En esta última zona se iniciarán las tareas de erradicación, que durarán aproximadamente un mes.
Se trata de una de las áreas más ricas del mundo en bosque tropical, donde se encuentran más de 300 especies maderables en una sola hectárea.
Las operaciones, dicen las autoridades militares y policiales, responden al vertiginoso incremento de los cultivos ilícitos. Solo en el último trimestre se reportó la erradicación manual de 240 hectáreas y la destrucción de 8 laboratorios para el procesamiento de base de coca.
"Es uno de los índices (de crecimiento) más altos en la historia del departamento", dijo el coronel Perdomo en referencia a un informe de la Policía que da cuenta de que la erradicación manual no es suficiente para controlar el auge de cultivos ilegales.
De acuerdo con el reporte más reciente de la Oficina de las Naciones Unidas contra las Drogas y el Delito (Unodc), Chocó pasó de tener 250 hectáreas con coca en agosto del 2000 a 453 a diciembre del 2003. Coca y violencia
Por otro lado, voceros de organizaciones humanitarias han advertido sobre la violencia que ha traído la disputa territorial que mantienen desde hace años los grupos al margen de la ley, en busca del control de las plantaciones ilícitas.
El hecho más reciente en este sentido fue un enfrentamiento entre guerrilleros de las Farc y miembros de las autodefensas en Bebedó (sur de Chocó), donde no se sabe cuántos combatientes murieron. Lo que sí trascendió es que cuatro civiles cayeron en medio del choque y que otros catorce resultaron gravemente heridos.
A esto hay que sumarle la captura, en las últimas horas, de siete individuos que, según operaciones de inteligencia de la Policía Antinarcóticos, habrían llegado a la zona para enseñarles a los campesinos cómo sembrar y raspar coca.
Al cierre de esta edición, un contingente de al menos 200 hombres armados de la Policía Antinarcóticos esperaba buen tiempo para iniciar las operaciones en 4 aviones y 6 helicópteros.
Por su parte, Jesús Nicolás Abadía, director de la Corporación Autónoma Regional para el Desarrollo Sostenible del Chocó (Codechocó), rechazó la fumigación y fue enfático en afirmar que a esa entidad no se la consultó sobre los operativos.

ANDRÉS LEONARDO ROSALES
Enviado especial de EL TIEMPO
QUIBDÓ


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Articolo di Geostrategie.com

Estratto a cura di M.R. dell’articolo publicato il 16 dicembre 2004 su "Geostrategie.com quotidien d’intelligence strategique" riguardante il reclutamento e la partenza per l’Iraq di 25 ex-ufficiali dell’esercito e della polizia colombiana. In detto articolo si riferisce come, secondo fonti citate dal quotidiano colombiano El Tiempo, il reclutamento avrebbe avuto luogo negli uffici della "Halliburton Latinoamérica", filiale della celebre società petrolífera.

Il reclutamento di 25 ex-ufficiali dell’esercito e della polizia colombiana sarebbe avvenuto il 2 dicembre negli uffici della "Halliburton Latinoamérica", filiale della celebre società petrolífera, che è stata diretta per 5 anni dall’attuale vicepresidente degli Stati Uniti, Dik Cheney, e che è ora oggetto di polemiche per l’attribuzione di contratti in Iraq.

L’articolo di Geostrategie.com riporta: - El Tiempo aggiunge che "Halliburton è segnalata negli Stati Uniti come una delle 30 compagnie nel mondo che praticano questo tipo di reclutameto, insieme a Blackwater USA, specializzata nel combattimento urbano, e Dyncorp, che appoggia la fumigazione delle coltivazioni di narcotici in Colombia".-
Il responsabile alle relazioni esterne della Haliburton in Colombia
avrebbe « smentito categoricamente qualunque legame con il reclutamento di mercenari per l’Iraq».

"Rifacendosi a inchieste di media americani e britannici, El Tiempo ritiene que in Iraq so presenti circa diecimila mercenari cileni, spagnoli, sud africani, irlandesi ed ora anche colombiani. -Tale strategia è considerata dagli analisti internazionali come un mecanismo che permette ai governi di restare fuori dagli impegni militari impopolari- conclude il giornale.

Testo originale:

x-officiers de l'armée et de la police mercenaires en Irak

Appréciés pour leur expérience dans la lutte contre la guérilla, qui combat en Colombie le pouvoir central depuis 40 ans, d'ex-officiers de l'armée et de la police colombiennes partent comme mercenaires en Irak et une société américaine pourrait être associée à leur recrutement, écrit dimanche à Bogota l'influent quotidien libéral El Tiempo, en principe peu suspect d'antiaméricanisme.
Convoqués par téléphone par un colonel à la retraite, 25 ex-officiers colombiens se réunissaient le 2 décembre dernier dans un immeuble luxueux du nord de Bogota, affirme El Tiempo. Selon "des assistants à la réunion", dont le journal garde l'anonymat, le colonel retraité leur proposa la mission "de garder des oléoducs et des gazoducs et d'escorter du personnel d'entreprises privées à Bagdad, Mossoul, Falloujah et Bassora".
Seize des 25 convoqués se seraient déjà embarqués vendredi dernier à destination de l'Irak. Récemment mis à la retraite, ils ont tous une expérience de commandement de troupes. Leur contrat serait d'un an, renouvelable pour six mois, avec un salaire mensuel de 18 millions de pesos (7.000 dollars), une assurance vie de 150 millions de pesos (58.000 dollars) et plusieurs jours de détente tous les trois mois dans une ville européenne au choix.
En cas d'abandon de la mission avant l'échéance du contrat, le signataire devrait rembourser toutes les sommes perçues.
Une source gouvernementale colombienne citée par El Tiempo confirme que "le premier groupe de [mercenaires] colombiens est déjà parti". La même source dit avoir été informée, il y a quelques jours, "du recrutement de capital humain colombien... dont l'expérience dans le combat contre le terrorisme, le crime et la délinquance organisée est mise à profit en Irak".
Toujours selon "des assistants à la réunion" de recrutement du 2 décembre cités par El Tiempo, elle aurait eu lieu dans des bureaux de la Halliburton Latinoamérica, filiale de la société pétrolière Halliburton Co, dirigée pendant cinq ans par le vice-président des Etats-Unis, Dick Cheney, et objet de polémiques dans l'attribution de contrats en Irak.
El Tiempo ajoute que "Halliburton est signalée aux Etats-Unis comme l'une des 30 compagnies dans le monde pratiquant ce type de recrutement, conjointement à Blackwater USA, spécialiste en combat urbain, et Dyncorp, qui appuie la fumigation de narcocultures en Colombie".
Les porte-parole en Colombie de la société Halliburton démentent catégoriquement tout lien avec le recrutement de mercenaires pour l'Irak. "Nous y avons envoyé du personnel opérationnel et administratif, mais il s'agit de notre personnel" précisent les porte-parole à El Tiempo. Selon eux, le nom de Halliburton pourrait être utilisé de manière mensongère et abusive pour capter des mercenaires.
Se référant à des enquêtes de médias américains et britanniques, El Tiempo croit que l'Irak compterait quelque dix mille mercenaires chiliens, espagnols, sud-africains, irlandais et désormais aussi colombiens. "Cette stratégie est considérée par des analystes internationaux comme un mécanisme épargnant aux gouvernements les pertes militaires impopulaires" conclut le journal.