|

URABÁ / CONCEDONO
TUTELA A 12 PERSONE
(Ordinano
a un generale di tutelare la comunità di pace)
La Corte Constituzionale
ha ordinato al Governo e all’Esercito di applicare
immediatamente una risoluzione della Corte Interamericana
per i Diritti Umani (CIDH) che impone allo Stato colombiano
di adottare "misure provvisorie di protezione" in
favore della Comunità di Pace di San José de Apartadó (Antioquia).
L’alto tribunale colombiano ha emesso l’ordine dopo aver
analizzato un’azione di "tutela" intrapresa da
12 membri di quella comunità, i quali hanno segnalato che
diritti quali la vita, l’integrità, a sicurezza, la
libertà di movimento, tra gli altri, vengono minacciati,
secondo loro, dagli attori armati illegali e dagli agenti
dello Stato.
I circa 3000 abitanti di San José de Apartadó si
dichiararono come "Comunità di Pace" il 23 marzo
del 1997, con l’obiettivo di vivere in un territorio
neutrale ed esigendo il rispetto da parte della guerriglia e
dei paramilitari. Ciò nonostante, sette anni dopo, i suoi
abitanti denunciano che i morti a causa del conflitto armato
sono già 130 e persistono gravi minacce di morte.
Data questa situazione, il sacerdote gesuita Javier Giraldo
con l’appoggio della Defensoría del Pueblo ha presentato
una "tutela" per proteggere la vita di 12 persone
della comunità, le quali sentono particolarmente minacciate
le loro vite. Nel proprio documento, Giraldo accusa la
Brigata 17 di portare avanti un piano volto a togliere
prestigio e ad eliminare alcuni membri della comunità.
Come prove presentò due denunce in cui segnala come nel
febbraio 2003 una persona della comunità fu abbordata da un
"generale ed un tenente" con la promessa di essere
tirata fuori dalla lista dei miliziani se avesse denunciato
i leader della congregazione. L’altra denuncia è di una
donna, anch’essa della comunità, che è stata arrestata
dall’Esercito mentre viaggiava verso Apartadò con una
borsa piena di armi e di esplosivi, che, secondo la
"sollecitazione di tutela", gliela avrebbero messa
come trappola.
Di fronte alle due denunce il generale in questione ha
negato di fronte alla corte di conoscere il presunto
miliziano ed ha detto che non si era mai riunito con nessuno
per fare certi accordi.
In quanto alla signora, ha dichiarato, è stata detenuta in
una retata ufficiale ed è stata messa a disposizione della
Fiscalía.
La decisione della Corte Interamericana per i Diritti Umani
sul caso di San José de Apartadó si è avuta in giugno del
2002 ed ha prodotto una risoluzione in cui ordina di
prendere musure provvisorie volte a proteggere la comunità.
In quanto a questa tutela, è stata negata in doppia istanza
da un processo penale ad Apartadó e dal Tribunale Superiore
di Antioquia adducendo che non vi erano prove che
compromettessero l’esercito con le denunce fatte.
Il caso è arrivato alla Corte Constituzionale la quale ha
indicato come, seppure essa non può decidere sulle accuse
rivolte contro i militari – giacché è compito della
Fiscalía e della Procuraduría prendere certe decisioni –
ritiene, comunque, che quelle persone debbano essere
protette.
La sentenza del magistrato Alfredo Beltrán avverte che la
Colombia non ha rispettato un accordo internazionale, in
quanto tale è l’esigenza espressa dalla Corte
Interamericana per i Diritti Umani di proteggere la
comunità.
Per tale motivo nell’accogliere la raccomandazione
internazionale, la Corte ordina al Comandante della Brigata
17 di compiere tre ordini espliciti:
Quando un membro della
comunità viene arrestato deve essere immediatamente
consegnato alla Fiscalía e ne deve essere informata
Procuraduría.
Per nessun motivo un membro della Comunità di Pace potrà
essere privato della libertà all’interno di
installazioni dell’Esercito né della Brigata.
Il comandante della Brigata assume, sotto la propria
responsabilità, la garanzia e la protezione dei diritti
fondamentali di quelle persone.
La decisione è già
stata notificata alla Brigata, al Ministro della Difesa ed
alla Presidenza della Repubblica.
La raccomandazione della Corte
Interamericana per i Diritti Umani
La Colombia deve intraprendere le
misure necessarie a proteggere la vita e l’integrità
personale dei membri della Comunità di Pace di José de
Apartadó.
Lo Stato deve indagare sugli atti
compiuti contro la comunità ed identificare i
responsabili.
Assicurare che le persone possano
continuare a vivere nella comunità di San José de
Apartadó.
Vigilare la strada San José de Apartadó-Apartadó.
Ogni 2 mesi deve essere consegnata una
relazione alla Corte Interamericana per i Diritti Umani
riguardante l’applicazione delle misure provvisorie.
top
|