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COLOMBIA
Progetto di accompagnamento alle Comunità di pace. Tra
Governo, multinazionali e Farc spunta un nuovo soggetto.
Sintesi:
V. Piedidibalsa responsabile del progetto Colombia
del CSDC inizia questo mese la sua formazione specifica in
California con il MIR internazionale e comincerà nel giugno
2004 la sua attività di accompagnamento in Colombia.
Riportiamo alcune informazioni sulla storia delle
comunità di pace ed il progetto di accompagnamento che il
CSDC, il MIR ( il Movimento Internazionale di
Riconciliazione - sezioni Italia e California) e le Peace
Brigades International (sezione Italia) hanno predisposto in
comune in sostegno della comunità di pace di S. Josè, dove
negli ultimi anni sono stati uccisi 100 contadini su 1000.
0 V. Piedidibalsa responsabile progetto Colombia del CSDC
parte questo mese per effettuare in California un corso di
preparazione. Dino comincer nel giugno 2004 la sua attivit
di accompagnamento in Colombia, da dove potr scrivere alle
diverse organizzazioni per tenerci tutti informati di quanto
accade e tenere alta lattenzione sulla tutela dei diritti
umani nella provincia di San Jos de Apartad. Egli far
inoltre parte del progetto di osservatorio permanente che il
forum Colombia vive sta preparando con molti enti locali che
sosterranno le spese del nostro e di eventuali altri
volontari.
Dino ringrazia tutti coloro che si sono finora profusi
negli sforzi organizzativi e noi lo salutiamo con enorme
gratitudine per lentusiasmo, la schiettezza e la generosit
che ci trasmette.
Nel conflitto colombiano in cui si
contrappongono l’esercito governativo e la guerriglia
delle Farc a pagarne le spese sono i contadini che hanno
costituito delle comunità di pace. Come quelle della
provincia de Apartadò al confine con Panama, la cui colpa
è sperare di trarre sostentamento da una terra che suscita
grossi appetiti. Da quando è scoppiata la guerra, sia il
governo che la guerriglia hanno allontanato, con violenze e
intimidazioni, i contadini dalla propria terra: ben altra
redditività promettono le multinazionali Usa e le
piantagioni di coca. «Le terre delle comunità di pace –
sostiene V. Piedidibalsa, responsabile per la Colombia
del Centro Studi Difesa Civile – sono molto fertili per le
favorevoli condizioni geologiche, nonché per l’amore con
cui i contadini le coltivano. Ma purtroppo questo più che
una risorsa sembra essere un problema». Infatti già dagli
anni novanta le Farc uccisero sei contadini. Fu la prima
violenza a cui seguirono tante altre, anche da parte dell’esercito
governativo. E come se non bastasse con l’arrivo dei
paramilitari la situazione è peggiorata. Un dato lo
dimostra: in tre anni sono state uccise più di cento
persone solo in un villaggio di mille abitanti. C’è
comunque un nuovo attore in gioco che lavora per l’empowerment
delle comunità di pace: sono i volontari delle forze di
pace internazionali, che con la loro presenza garantiscono
un più alto livello di sicurezza, visibilità al dramma
delle popolazioni e aiutano i contadini a immettere nel
mercato della solidarietà internazionale i propri prodotti.
Ma a volte non basta questa presenza a scoraggiare i
violenti. Come quando un leader di una comunità di pace di
San Josè de Apartadò, pur scortato da due volontari delle
Peace Brigades International, fu derubato mentre portava l’incasso
della comunità in banca. Ovviamente impuniti e ignoti gli
autori del saccheggio. Però né le comunità di pace, né i
volontari internazionali si arrendono alle intimidazioni
della guerriglia o dei paramilitari.>>
«E’ assolutamente importante
continuare a sostenere le comunità di pace, sostiene Davide
Berruti, coordinatore nazionale dell’Associazione per la
Pace, attraverso l’invio di volontari internazionali allo
scopo di proteggere le persone minacciate di morte e gli
attivisti dei diritti umani, ma anche per far sentire che
non sono abbandonate dalla comunità internazionale. Anche
noi italiani – continua Berruti - ci stiamo preparando a
farlo, dopo il forum Colombia vive organizzato a Terni in
occasione dell’ONU dei popoli, la rete di emergenza
italiana sta continuando a preparare iniziative a sostegno
delle comunità di pace».
A dimostrarlo sarà la delegazione del
Forum Colombia Vive! che si recherà a San Josè de
Apartadò il 19 marzo. Lo scopo? Costituire a Bogotà un
osservatorio permanente per raccogliere informazioni e
rappresentare le comunità di pace negli uffici della
capitale.
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