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Interventi internazionali --> Colombia Vive

 

colombia.jpg (36648 byte)COLOMBIA. AMNESTY INTERNATIONAL DENUNCIA LA PESANTE SITUAZIONE DEI DIRITTI UMANI E SI RIVOLGE AL GOVERNO ITALIANO

Il comunicato stampa prima delle vista del presidente Uribe in Italia.

Mentre i leader politici e il Parlamento Europeo si apprestavano ad accogliere il presidente della Colombia Alvaro Uribe, Amnesty International chiedeva all’Unione Europea di cessare i sostegno a politiche che rischiano di aggravare la crisi dei diritti umani nel paese.

Nonostante la pretesa del governo colombiano che la propria "politica della sicurezza democratica" stia funzionando e che gli omicidi e i rapimenti siano diminuiti, Amnesty International ha le prove che in alcune zone di conflitto questi fenomeni siano in aumento. Solo cinque giorni fa, l’organizzazione per i diritti umani ha allertato la comunità internazionale sulle minacce di morte rivolte dai paramilitari sostenuti dall’esercito nei confronti di importanti sindacalisti colombiani dell’Associazione degli insegnanti di Arauca.

"La visita del presidente colombiano può essere l’occasione per cercare ulteriore supporto da parte dell’Unione Europea alle politiche di sicurezza del governo di Bogotá, soprattutto per le modalità con cui sta smobilitando i gruppi paramilitari. Per questo, l’Unione Europea deve controllare più attentamente ciò che sta accadendo" - ha dichiarato Dick Oosting, direttore dell’Ufficio di Amnesty International presso l’Unione Europea. "Il processo di smobilitazione è profondamente manchevole. Il governo sta fornendo ai membri dei gruppi paramilitari i mezzi per riemergere in veste legale, riciclandoli in agenzie private di sicurezza o altre strutture istituite dal governo, senza tenere in considerazione il loro ruolo nelle violazioni dei diritti umani".

"Le attuali politiche del governo colombiano non hanno garantito un sostanziale miglioramento della situazione dei diritti umani in quanto permettono l’impunità per i responsabili e il perdurare delle violazioni dei diritti umani. Queste politiche rischiano di negare alle vittime e alle loro famiglie il diritto alla verità, alla giustizia e a un completo risarcimento" – ha aggiunto Oosting.

"Il governo colombiano afferma che, grazie alle nuove politiche governative, il numero dei profughi interni è significativamente diminuito. Ma queste affermazioni non tengono in considerazione il fatto che gran parte degli spostamenti di popolazione avvengono da una zona all’altra della medesima città e che le forze di sicurezza impediscono fisicamente a molte persone di fuggire dalle proprie abitazioni" - ha denunciato Oosting. Il 4 febbraio l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati ha definito la Colombia il paese con la peggiore situazione umanitaria dopo la Repubblica Democratica del Congo e il Sudan, con due o persino tre milioni di profughi interni e circa altre 300.000 persone costrette a lasciare il paese.

Gli attivisti per i diritti umani sono sempre più sottoposti a minacce, ciò che rende doppiamente difficile il loro lavoro di denuncia delle violazioni dei diritti umani. Secondo Amnesty International, queste persone sono al centro di una strategia coordinata tra esercito e forze paramilitari, che li rende estremamente vulnerabili agli attacchi.

La Sezione Italiana di Amnesty International si è rivolta al Governo e alla Presidenza della Repubblica chiedendo di sostenere le proprie richieste dirette all’Unione Europea:

- ottemperare alle proprie responsabilità e assicurare che l’aiuto dell’Unione Europea e degli Stati membri non sia causa diretta o indiretta di violazioni dei diritti umani;

- premere sul governo colombiano affinché assuma un’azione efficace e decisiva per smantellare i gruppi paramilitari, spezzare i legami esistenti tra questi e le forze di sicurezza e sospendere l’applicazione di politiche che possano determinare una nuova legittimazione del paramilitarismo;

- reiterare l’appello al governo di Bogotá affinché desista dall’applicare riforme costituzionali che garantiscono poteri di polizia giudiziaria alle forze armate;

- continuare a richiedere che i gruppi della guerriglia rispettino il diritto internazionale umanitario e raggiungano un accordo col governo per garantire che la popolazione civile sia protetta dalle conseguenze del conflitto tra le due parti.

FINE DEL COMUNICATO Roma, 9 febbraio 2004

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:

 

Amnesty International Italia – Ufficio stampa

Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it 

 

Per ulteriori informazioni, interviste e commenti in inglese e spagnolo:

- Amnesty International – Segretariato Internazionale

Ufficio Stampa – Josefina Salomon

Tel. 0044 207 4135562, cell. 0044 7778 472 116 e-mail: jsalomon@amnesty.org 

 

- Amnesty International EU Office (Brussels):

Tel. 0032 2 5021499 fax 0032 2 5025686 e-mail: amnesty-eu@aieu.be 

Internet www.amnesty-eu.org 

Un anno in Colombia
Colombia appello 101005.pdf
Minacciate le comunità afrodiscendenti...

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Lo scenario si complica 

Appello e resoconti di MR

Firma l'appello
Partecipazione alla commissione di M.R.
Resoconti di MR 

La forza pubblica entra nella comunità di pace

Comunicado de La Comunidad de San José de Apartadó 8/3/05 
Appello della Commissione dei Diritti Umani in Colombia 9/3/05
Comunicato ufficiale del 20/03/05 di Uribe
Comunicato ufficiale del 2 aprile 2005  
Comunicato 1/04/05 e del  04/04/05  
Testimonianza dell'inviato M.R. 1/04/2005 

L'assassinio di Luis Eduardo Guerra


Articoli dal giornale El Colombiano e le dichiarazioni ufficiali
Comunicato 27/02/05 - testimonianze 1 e 7 03/05
Assassinato Luis Eduardo Guerra, leader della Comunità di Pace San Josè de Apartadó (24/02/05)

Altri documenti

Aggiornamenti: altri articoli da "El colombiano" 10-19/02/05
Equador - Colombia: un conflitto latente (contributo esterno)
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Siguen las amenazas y agresiones de muerte y terror (27/11/04)
Resoconto sugli incontri (dicembre 2004) 
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Una analisi della situazione colombiana ed una Intervista al prof  Jiame Zuluaga

Le testimonianze

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Nuovi colpi contro la comunità (13/03/04)

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