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Interventi internazionali --> Cipro --> Risoluzione del parlamento UE

 

Risoluzione del Parlamento europeo su Cipro 

Il Parlamento europeo,

– visto il suo parere conforme del 9 aprile 2003 sulla richiesta della Repubblica di Cipro di idventare membro dell'Unione europea,
– visto il trattato di adesione della Repubblica di Cipro, della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Lettonia, , della Repubblica di Lituania, della Repubblica di Malta, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovacchia e della Repubblica di Slovenia all'Unione europea e in particolare il relativo Protocollo 10,
– vista la sua risoluzione sulla relazione di valutazione globale della Commissione europea in merito al livello di preparazione all'adesione all'UE della Repubblica ceca, dell'Estonia, di Cipro, della Lettonia, della Lituania, dell'Ungheria, di Malta, della Polonia, della Slovenia e della Slovacchia, adottata l'11 marzo 2004,
– visto l'articolo 37, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il Parlamento Europeo ha costantemente sostenuto tutti gli sforzi di riunificazione di Cipro,
B. considerando che il Parlamento Europeo ha sostenuto in particolare il recente processo di riassetto iniziato a New York a conclusosi a Bürgenstock, in Svizzera, sotto gli auspici del Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan,
C. considerando che una delle più alte priorità e sfide per l'UE è quella di essere in grado di proiettare pace e stabilità verso i paesi vicini, e futuri membri,
D. considerando che è comprensibile che da un processo di negoziati basato su compromessi risultino accordi che non soddisfano mai perfettamente ambo le parti in tutti gli aspetti, e che in ogni caso misure e intese sono suscettibili di modificazione tramite consenso bilaterale, una volta la fiducia e la pace ristabilite,

1. sottolinea che il piano finale di riassetto è stato negoziato tra le due parti dell'isola di Cipro con il coinvolgimento della Grecia e della Turchia ed è stato finalizzato sotto l'autorità del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e del Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan;
2. esprime il proprio sostegno, e il proprio compiacimento per l'iniziativa del Segretario generale delle Nazioni Unite che il 31 marzo scorso ha consegnato alle due parti la versione finale del suo piano di riunificazione di Cipro, che sarà sottoposto a due referendum separati sull'isola il 24 aprile prossimo, come concordato tra tutte le parti a New York il 13 febbraio 2004, affinché l'isola riunificata possa aderire all'Unione europea il 1° maggio;
3. riconosce il diritto dei ciprioti di decidere autonomamente sul piano per mezzo di un referendum, senza pressioni esterne, anche se plauderebbe in modo incondizionato all'adesione all'Unione europea di una Cipro unificata, e intende rispettare una tale decisione ma sottolinea che sussiste ancora la necessità di un'ampia campagna d'informazione basata sui fatti;
4. ritiene che questo documento finale costituisca un compromesso storico in grado di porre termine a uno dei più annosi conflitti in Europa e potrebbe costituire un fulgido esempio di soluzione per questioni internazionali di difficoltà analoga;
5. ritiene che il piano finale rivisto istituzionalizzi un funzionale sistema federale di governo in grado di garantire a una Cipro unificata la capacità di parlare con una sola voce e di svolgere pienamente il suo ruolo nell'ambito delle istituzioni europee, e invita tutte le parti ad adempiere ai loro obblighi con onestà e spirito d'apertura;
6. prende nota del fatto che il proposto Atto di adattamento del Protocollo 10 non contiene deroghe permanenti all'"acquis" comunitario ma prevede solo periodi transitori, e invita la Commissione ad esercitare in modo rigoroso le sue competenze per il riesame dell'applicazione delle disposizioni dell'Atto;
7. si rende conto del fatto che la popolazione cipriota ha molte domande su diversi elementi estremamente complessi del piano, ma esprime la propria convinzione che qualsiasi difficoltà possa sorgere nell'esecuzione dell'accordo è suscettibile di soluzione con l'assistenza delle istituzioni europee, specie per quanto concerne la restituzione di immobili e la reintegrazione dei rifugiati del 1974;
8. ricorda alle due parti dell'isola che l'UE, tramite l'impegno della Commissione, ha ribadito il sostegno per il processo che sfocerà nella configurazione definitiva del piano di pace e riconciliazione;
9. esprime l'opinione che la graduale smilitarizzazione dell'isola faciliterà la mutua comprensione tra le due comunità e aprirà la strada alla loro completa riconciliazione;
10. condivide il parere della Commissione, secondo cui la questione non è scegliere tra il piano Annan e un altro piano, ma piuttosto della scelta tra questo piano e l'impossibilità di trovare alternative per un lungo periodo;
11. invita i cittadini di Cipro a mostrare piena responsabilità, coerenza e impegno in quanto cittadini dell'Unione, e a cogliere questa opportunità storica di riunificare il loro paese in maniera pacifica;
12. assicura ai cittadini di Cipro l'intenzione del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione di fornire sostegno finanziario per l'attuazione del piano e dell'"acquis" comunitario; si compiace del risultato positivo della conferenza ad alto livello dei futuri finanziatori tenutasi il 15 aprile, segno importante della solidarietà della comunità europea e internazionale;
13. assicura ad ambo le parti che le istituzioni dell'UE garantiranno in modo rigoroso, insieme ad altre istituzioni internazionali, l'esecuzione del piano, poiché si tratta di una questione in cui è in gioco la loro credibilità;
14. ribadisce l'intenzione di seguire attivamente l'esecuzione del piano Annan, per mezzo della sua commissione responsabile, e dare il suo contributo per garantire il successo del piano;
15. incarica il proprio Presidente a trasmettere la presente risoluzione a tutti i partecipanti al processo di negoziato, al Consiglio e alla Commissione, ai governi e parlamenti della Repubblica di Cipro, della Grecia e della Turchia, e al Segretario Generale delle Nazioni Unite.