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Elezioni legislative in Uzbekistan
di Fabio Indeo
In questi mesi a cavallo tra il 2004 e il2005 si completerà tra le
repubbliche dell’Asia centrale un’importante consultazione elettorale,
mirata al rinnovo dei parlamenti nazionali: tali elezioni legislative
costituiranno un significativo banco di prova, per verificare il percorso
di queste repubbliche verso una maggiore democratizzazione della società,
intesa come tappa per un moderno sviluppo politico.
Nella repubblica uzbeka, le elezioni legislative previste per il 26
dicembre rivestono una particolare valenza: infatti, oltre ad eleggere i
loro rappresentanti nei "kengashes" (consigli) regionali,
distrettuali e municipali, oltre 14 milioni di uzbeki dovranno infatti
decidere la composizione del parlamento bicamerale (Oliy Majlis).
Questo passaggio verso un sistema parlamentare bicamerale rappresenta
un importante innovazione politica (legittimata dall’esito del
referendum popolare del 2002 sulla base del quale è stata emendata la
costituzione) in quanto finalizzata ad un bilanciamento e redistribuzione
dei poteri politici tra apparato legislativo ed esecutivo.
L’Uzbekistan cerca in questa maniera di accreditarsi in ambito
internazionale, realizzando delle riforme nella prospettiva di una
transizione democratica lungo il viatico di uno sviluppo politico
graduale.
Nel perseguire questa opportunità, le autorità uzbeke hanno elaborato
un apposita legge (Law on Elections of the Oliy Majlis) al fine di
regolare le procedure di voto, e per renderle compatibili ed attinenti
alle indicazioni e ai canoni sanciti dalle organizzazioni internazionali.
Sulla base di questa piattaforma legislativa è stata istituita la Commissione
Elettorale Centrale (C.E.C.), concepita per assicurare la
regolarità delle procedure di iscrizione dei candidati ed uno svolgimento
trasparente e corretto della consultazione elettorale; la creazione di
questo organo di supervisione, definito apolitico ed indipendente, sembra
voler rassicurare le preoccupazioni degli occidentali, mostrando la
volontà dell’Uzbekistan di rispettare gli standard sanciti dagli
organismi internazionali in materia di elezioni.
La C.E.C. si occupa inoltre di garantire un equa visibilità di tutti i
contendenti durante la campagna elettorale (una sorta di par condicio
uzbeka), di regolare e allocare il finanziamento statale ai partiti e ai
candidati indipendenti(è fatto divieto ai candidati di ricevere donazioni
private).Tuttavia, le innovazioni maggiormente significative appaiono l’introduzione
di una quota del 30% da riservare a candidate donne nelle liste dei
partiti e una campagna di sensibilizzazione sull’innovazione del
parlamento bicamerale svolta anche in lingua russa, tagika e karakalpaka,
dimostrando un’attenzione nel coinvolgere le minoranze linguistiche del
paese.
Sulla base di queste significative innovazioni, nel settembre scorso il
governo uzbeko ha fatto richiesta all’OSCE e all’ODIHR(Office for Democratic
Institutions and Human Rights) di valutare l’impegno profuso per avere
elezioni regolari e improntate sul principio della trasparenza; pur
riconoscendo gli sforzi in tal senso, le suddette organizzazioni hanno
rilevato degli impedimenti e degli ostacoli strutturali tali da non
garantire il rispetto dei canoni previsti.
Alla competizione elettorale sono stati registrati 5 partiti, nessuno
dei quali è definibile come "opposizione" e tuttora
rappresentati nell’Oliy Majlis: Adolat (socialdemocratici), Fidokorlar
(nazional-democratici), il partito liberal-democratico (espressione degli
interessi degli imprenditori e degli agricoltori), il partito democratico
del popolo e Mily Tiklanish.
Dei vizi procedurali (firme non valide, minime violazioni
amministrative) hanno invece impedito la registrazione di partiti come Erk
(libertà), Birlik (unità), Ozod Dehkon (partito dei
contadini): contro la decisione della Commissione Elettorale Centrale,
questi schieramenti che rappresentano l’opposizione hanno annunciato il
boicottaggio delle elezioni, in quanto non rappresentative delle varie
forze politiche presenti in Uzbekistan.
La mancata accettazione delle richieste di registrazione delle forze di
opposizione e dei candidati indipendenti determina un insufficiente
pluralismo politico: al suo ritorno da Tashkent Marti Ahtisaari, inviato
dell’OSCE in Asia centrale, si è rammaricato di questa situazione.
Inoltre, l’OSCE ha avanzato dubbi sull’autonomia operativa e sul
pluralismo riguardo alle nomine e alla composizione del Comitato
Elettorale Centrale e dei vari Comitati Elettorali Distrettuali; infatti
la C.E.C. è composta da membri di nomina parlamentare, mentre nel secondo
caso è forte l’influenza dei membri regionali dei vari Kengashes.
Ovviamente tali osservazioni "esterne" hanno provocato lo
sdegno dei membri della C.E.C., che hanno rigettato le accuse sulla
trasparenza del loro operato, ribadendo la loro neutralità di giudizio e
parlando di notizie infondate.
Le elezioni legislative uzbeke verranno comunque monitorate da degli
osservatori internazionali: l’OSCE ha ricevuto il 3 dicembre il via
libera dalla Commissione Elettorale Centrale per dispiegare sul territorio
uzbeko una missione di 24 osservatori. Sino alla fine Human Right Watch
e i gruppi uzbeki di opposizione hanno fatto delle pressioni sull’OSCE
affinché non inviasse una missione di osservatori: la presenza dell’OSCE
legittimerebbe internazionalmente queste elezioni, che non incarnano
invece i crismi della regolarità, trasparenza e multipartitismo.
Secondo Human Right Watch, l’assenza di un pluralismo informativo
impedisce ai votanti di avere un quadro esaustivo sugli orientamenti e
sulle politiche dei candidati: vigerebbe una sorta di autocensura dei
media, benché la censura sia stata ufficialmente bandita.
Complessivamente, è previsto l’arrivo in Uzbekistan di oltre 100
osservatori internazionali, compresi i 3 inviati dal Gruppo di Shanghai
, i 4 del Parlamento Europeo e 60 circa dalla Comunità degli Stati
Indipendenti; per la prima volta, vi saranno anche quasi 100 osservatori
elettorali nazionali, espressione della società civile uzbeka, la cui
formazione è stata condotta in questi mesi dall’OSCE e dall’ONG Renaissance.
In questo quadro, si registra una presa di posizione ufficiale del
presidente Karimov: in un intervento al parlamento il 2 dicembre, il
presidente ha utilizzato parole distensive, invitando a non disprezzare le
osservazioni delle organizzazioni internazionali e confermando gli sforzi
e la volontà di far svolgere le elezioni in un clima di legalità e di
trasparenza, nel rispetto degli standard internazionali.
Resta ora da capire se davvero l’Uzbekistan intenda avviarsi verso
una trasformazione politica, che molti si auspicano possa contagiare l’intera
Asia centrale: sicuramente sono stati compiuti alcuni passi in avanti,
probabilmente grazie anche alle "pressioni interessate" delle
democrazie occidentali (in primis gli U.S.A., forti di una alleanza
strategica con Tashkent).
Permangono tuttavia delle perplessità su delle storture strutturali
che non consentiranno lo svolgimento della consultazione elettorale
secondo gli standard sui quali si fondano le democrazie occidentali.
FONTI:
Republic of Uzbekistan, Legislative Chamber Elections OSCE/ODIHR
Needs Assessment Mission Report 20-22 settembre, www.osce.org/documents/odihr/2004/10/3723,
22/11/2004
Parliamentary reform and elections in Uzbekistan, www.cacianalyst.org,
22/09/2004
Slim prospects of fair parliamentary elections in Uzbekistan,
http:/hrw.org/English/docs/2004/10/20uzbekj9548.htm, 20/10/2004
OSCE begin pre-elections work in Uzbekistan,
www.eurasianet.org/resource/uzbekistan/hypermail/news, 7/12/2004
Democratic countries' experience acceptable to us - Uzbek
leader, Uzbekistan Daily Digest, www.eurasianet.org/resource/uzbekistan/hypermail/news,
03/12/2004
· Uzbek opposition group announces election
boycott, Uzbekistan Daily Digest www.eurasianet.org/resource/uzbekistan/hypermail/news,
15/11/2004
· OSCE to observe uzbek elections, Uzbekistan
Daily Digest, www.eurasianet.org/resource/uzbekistan/hypermail/news,
27/10/2004
· Osce centre trains domestic observes for
december elections in Uzbekistan, www.eurasianet.org/resource/uzbekistan/hypermail/news,
13/8/2004
· Uzbek Election Commission announce preparations,
Uzbekistan Daily Digest, www.eurasianet.org/resource/uzbekistan/hypermail/news
21/07/2004
· Uzbekistan:opposition calls to boycott elections
dismissed, www.muslimuzbekistan.com/eng/ennews/2004/10/ennews28102004,
28/10/2004
· Duma deputies will monitor the elections in
Uzbekistan and learn from it, www.ferghana.ru,
8/12/2004
· Osce dual standards with regard to Central
Asian countries: on elections in Uzbekistan and Turkmenistan, http://enews.ferghana.ru/detail.php?id=672,
15/11/2004
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