Caro Francesco Tullio,
come Berretti Bianchi, augurandoci che la
Rete per i Corpi Civili di Pace faccia proprio il progetto abbiamo
invitato in Italia due membri di un comitato di quartiere di
Bagdad. Il dr. Riyadh Al-Adhadh, medico reumatologo e specialista
delle riabilitazione di handicap, responsabile per i rapporti con
l'estero dell'Al-Aadhamiyah Committee for Relief and Development e
del Al-Aadhamiyah District Council, consigliere nel Baghdad City
Council, della cui Commissione Ambiente è anche responsabile e la
sig.a Sameera Ahmad Alazawy, insegnante della scuola primaria,
dell'Islamic Sister Association e dell'Al-Aadhamiyah Humanitarian
Association, impegnata soprattutto rispetto ai diritti delle
donne. Dovrebbero arrivare dal 2 al 20 dicembre, nel quadro della
nostra attività volta soprattutto alla creazione di contatti fra
la società civile Italiana e quella Iraquena. Che è poi
una parte del progetto di pace che può nascere dalla costruzione
della società civile mondiale. A questo punto soltanto da
l'osmosi fra la società civile dei differenti paesi coinvolta
dalla guerra decisa dagli esecutivi può venire fuori
l'alternativa alla guerra, soprattutto con una particolare
attenzione alle nuove generazioni, per evitare che lo "shahid"
(quello che impropriamente viene definito "kamikaze")
diventi l'orizzonte di tanti bimbi, bimbe, ma soprattutto ragazzi
e ragazze che non hanno visto altro che armi e violenza sin
dalla tenera età e che sono di questo testimoni muti, portatori
di una sofferenza invisibile, ma purtroppo reale. E, se vogliamo
evitare che diventino o "shahid" o tagliatori di gole,
è il caso che incominciamo a fare qualcosa di
"alternativo". Questo il senso della loro visita: la
presentazione di progetti della società civile Iraquena che
già lavorano ad un "dopoguerra", nel disperato
tentativo di costruire una quotidianità diversa da quella del
conflitto. E che per noi costituiscono la vera resistenza Iraquena.
Spero che quanto Ti ho scritto possa essere
sufficiente.
Se mi permetti, Ti ricordo la frase che conclude il film
"Gandhi", mentre l'urna con le ceneri del Mahatma naviga
sul Gange, a simboleggiare la diffusione del suo messaggio: dice
all'incirca "Nei momenti in cui mi sono sentito sempre più
all'oscuro ho sempre pensato che, nonostante il male ci sembra
vincere, nella Storia è sempre stato l'amore a vincere". Con
la voce resa tremula da Sergio Graziani, che doppia Ben Kingsley:
Fammi sapere.
Saluti a Giorgio, Sandro, Karl, e ai compagni del CSDC,
Roberto (se è ancora in circolazione).
A presto.