Interventi civili nei conflitti e nelle crisi, l’Europa fa
progressi…Gli USA la (in)seguono.
di Matteo Menin
Con le decisioni prese dai ministri della
difesa e degli affari esteri lo scorso 22 novembre, l’Unione
europea continua a fare progressi nel dotarsi di strumenti
militari e civili di intervento nelle crisi internazionali. Nel
frattempo le Ong del peacebuilding cercano di influire sul
processo.
Anche gli Stati Uniti, però, cominciano a sviluppare proprie
capacità. Sebbene i settori siano gli stessi previsti dall’UE,
gli USA sembrano seguire un approccio diverso e, almeno per ora, l’Europa
pare godere di un vantaggio.
Capacità Militari:
Il Consiglio dei Ministri della
difesa e degli esteri del 22 novembre 2004 ha approvato la
creazione di 13 gruppi tattici (Battle groups)/ forze di reazione
rapida entro il 2007 composti da 1500 uomini ciascuno e pronti ad
essere dispiegati sul terreno entro 15 giorni dalla richiesta del
Consiglio europeo. I primi due gruppi, a guida francese e
britannica, dovrebbero essere pronti già nella prima metà del
2005, mentre l’Italia ha preso un analogo impegno per la seconda
metà del prossimo anno. L’Italia dovrebbe provvedere a fornire
questi uomini sia autonomamente sia insieme ad altri stati
(Slovenia, Ungheria, Spagna, Grecia e Portogallo).
I compiti dei gruppi tattici dovranno rientrare
nelle cosiddette missioni di Petersberg aggiornate (si veda
Pacedifesa anno II n. 9 - Ottobre 2004)
I "modelli di intervento" sono l’attuale
operazione ALTHEA in Bosnia-Herzegovina (che ha sostituito le
forze Nato dell’operazione Sfor, sebbene restino 200 militari
Usa e si avvalga ancora delle strutture Nato) e l’operazione
ARTEMIS nella Repubblica Democratica del Congo (a supporto dell’operazione
MONUC dell’Onu) oggi conclusa. Oltre che nel vecchio continente,
infatti, le forze europee dovrebbero venire impiegate soprattutto
in Africa a supporto di quelle dispiegate nel quadro dell’Unione
Africana:
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Il mandato
dei 7000 militari impiegati in Bosnia Hezegovina prevede ruoli
di polizia per la prevenzione di scontri e protezione del
rientro dei profughi oltre che di supporto alla formazione di
un esercito multietnico che integri bosniaci, croati e serbi
in un'unica forza sotto il controllo di un nuovo ministero
della difesa.
Gli italiani, insieme a francesi, spagnoli e portoghesi
saranno dislocati nel sud-est del paese inclusa la città di
Mostar.
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Gli scenari
più probabili di un possibile impiego a sostegno delle
missioni dell’Unione Africana (UA) sono il Darfur, dove l’UA
ha deciso di inviare 4000 soldati a garanzia del cessate il
fuoco e la Costa d’Avorio.
I ministri hanno anche approvato il programma
di lavoro ed il budget di 20 milioni di euro, per il 2005, dell’Agenzia
europea per la difesa (Agenzia nel settore dello sviluppo delle
capacità di difesa, della ricerca, dell'acquisizione e degli
armamenti)
A questi progressi corrisponde anche la
necessità di colmare con urgenza alcune lacune, identificate dall’Alto
rappresentante per la PESC/PESD Solana nel trasposto strategico e
nelle procedure decisionali; aspetto, quest’ ultimo, non
secondario se consideriamo che le decisioni PESD restano ancora
sotto il pieno controllo degli stati membri e che le divisioni fra
stati europei partecipanti alle missioni Onu (entro il quadro Onu
dovrebbero realizzarsi gli interventi dell’UE) ed i rimpalli di
responsabilità hanno impedito in passato il successo di molte
missioni di caschi blu.
Capacità Civili:
Con l’Adozione del paino d’azione
europeo per lo sviluppo degli aspetti civili della PESD adottato
dal Consiglio europeo del giugno 2004 e la conferenza ministeriale
di impegno per lo sviluppo delle capacità civili del 22 novembre
2004, l’UE ha definito i prossimi passi nella direzione di un
potenziamento, anche qualitativo, degli strumenti non militari di
intervento nelle crisi e nei conflitti.
Le attuali capacità civili di intervento nei
conflitti e nelle crisi, raggiunte dall’Unione europea
attraverso impegni presi dagli stati membri [1],
sono le seguenti:
5761 esperti di Polizia, 631 esperti di stato
di diritto, 562 nel settore dell’amministrazione civile, 4988
nel settore della protezione civile.
A questi quattro settori, già definiti dal
Consiglio europeo di Feira del 2000, si è deciso di aggiungere
altri due settori e, anche in questo caso, sono state identificate
le relative risorse messe a disposizione dai paesi membri: 505
esperti nell’area del monitoraggio e 391 esperti in diverse aree
- diritti umani, affari politici, genere, SRR (riforma del settore
della sicurezza)- che dovrebbero fornire supporto ai
Rappresentanti speciali dell’UE inviati nelle diverse aree di
crisi. Restano da definire la capacità in altri settori quali la
mediazione, il controllo delle frontiere, il settore DDR - disarmo
smobilitazione e reinserimento dei militari e paramilitari, le
comunicazioni di massa (media policy).
E’ stato quindi approvato un approccio
sistematico per guidare l’ulteriore sviluppo (qualitativo e
quantitativo) delle capacità civili che dovrebbe essere
completato entro il 2008 e portare al raggiungimento del
cosiddetto obiettivo primario (Headline goal) per la gestione
civile delle crisi. Un analogo approccio era stato utilizzato per
le capacità militari.
Per i diversi interventi verranno impiegati dei
"pacchetti integrati" di diverse capacità, in pratica
delle squadre "multifunzione" di esperti nei vari
settori dispiegabili entro 30 giorni dalla decisione di
intervenire (Civilian Crisis Response teams).
A seguito delle pressioni delle Ong, i
rappresentanti dei governi responsabili per gli aspetti civili
delle crisi (i diplomatici che compongono il comitato "CIVICOM")
hanno incontrato una delegazione delle organizzazioni appartenenti
ad EPLO per discutere della partecipazione della società civile
alla gestione civile delle crisi (vedasi Azione delle reti europee
qui sotto).
Le missioni ufficiali di gestione delle crisi
dell’UE sono attualmente quattro: due missioni di polizia, una
in Bosnia-Herzegovina (EUPM) ed una in Macedonia (PROXIMA); una di
rafforzamento dello stato di diritto in Georgia (THEMIS) e la
missione di monitoraggio nei Balcani occidentali (EUMM).
A queste si dovrebbe aggiungere presto una
missione di polizia a Kinshasa nella Repubblica Democratica del
Congo e sono in fase di valutazione una missione integrata di
esperti (stato di diritto, amministrazione civile e polizia) in
Iraq oltre che una nel settore SSR sempre nella Repubblica
Democratica del Congo.
Anche per le missioni civili gli ostacoli e le
difficoltà non mancano, in particolare dal punto di vista del
coordinamento fra Stati Membri, Commissione e Consiglio oltre che
fra capacità civili e militari (nel caso in cui venissero
utilizzate contemporaneamente), per quest’ultimo aspetto è
stata creata, in seno allo Stato maggiore dell’UE, una cellula
civile-militare che dovrebbe occuparsi della pianificazione e del
supporto alle diverse operazioni.
L’Azione delle reti europee:
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Il 25
novembre, una delegazione di EPLO (in cui era presente un
rappresentante di EN.CPS e NP) ha incontrato i membri del
CIVCOM (Comitato per la gestione civile delle crisi) del
Consiglio UE. Durante l’incontro è stata presentata e
discussa la posizione di EPLO sull’implementazione del piano
di azione per gli aspetti civili della PESD.
Fra le proposte fatte nel documento, elaborato dal gruppo di
lavoro di EPLO:
L’inclusione delle expertise delle Ong del peacebuilding
nell’obiettivo primario 2008, oltre che nelle altre aree
già individuate e nel meccanismo di analisi delle esperienze
acquisite.
Il coinvolgimento delle Ong e della società civile, compresi
gli attori locali che lavorano per la pace, nella
pianificazione e implementazione delle missioni, al fine di
promuovere l’appropriazione locale dei processi di
costruzione della pace. Anche utilizzando gli strumenti che i
dialoghi in corso fra società civile europea e locale
forniscono.
La creazione di strumenti di consultazione anche informale, ma
sistematica delle Ong del peacebuilding.
Fra i temi affrontati nella discussione, oltre che i recenti
sviluppi di capacità civili dell’UE: la necessità di
rendere gli strumenti e le politiche dell’UE nell’ambito
del peacebuilding più democratiche e partecipate oltre che le
procedure più trasparenti; una più ampia consultazione e
coinvolgimento delle Ong del peacebuilding nel processo di
definizione delle capacità PESD e la definizione di possibili
strumenti di cooperazione e dialogo (come la proposta del CSDC
di una consultazione più sistematica attraverso la creazione
di un crisis managment e conflict prevention contact group)
nel rispetto reciproco dei diversi ruoli fra attori statali e
nongovernativi. I rappresentanti dei governi hanno chiesto
maggiori informazioni sull’attività di EPLO e delle
organizzazioni membre ed il rappresentante della prossima
presidenza di turno (del Lussemburgo dal gennaio 2005) ha dato
la propria disponibilità per continuare nei prossimi mesi il
processo di consultazione già avviato con EPLO.
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E’ iniziata
preparazione per le assemblee annuali di EN.CPS e Nonviolent
Peaceforce, quest’anno si terranno dal 22 al 26 Aprile 2005
a Cluj-Napoca in Romania, ospitate dal nostro partner rumeno
PATRIR (Peace Action Training and Resource Institute of
Romania).
Le capacità civili USA:
L’interesse allo
sviluppo ed impiego di capacità civili nelle crisi e nei
conflitti, però, non è solo europeo, anche gli USA prestano
sempre maggiore attenzione alla necessità di utilizzare personale
adeguatamente preparato – e non militare – nei conflitti e
nelle crisi, specialmente per le fasi di ricostruzione
postbellica. Sono da segnalare soprattutto due iniziative: la
presentazione dello "Stabilization and reconstruction
civilian management act" del 2004 (S.2127) da parte del
senatore americano Richard Lugar in cui si chiede, tra l’altro:
La creazione di Corpo di intervento rapido e di
una riserva per missioni di stabilizzazione e ricostruzione civile
per paesi in conflitto o in fase di transizione da un conflitto.
La creazione di un apposito ufficio per il
coordinamento presso il Dipartimento di Stato, che dovrebbe
svolgere quattro funzioni: monitoraggio dell’instabilità
politica ed economica e pianificazione degli interventi di
stabilizzazione e ricostruzione; sviluppare il coordinamento fra
le diverse agenzie; identificare gli attori statali, locali, ed il
personale del settore privato da utilizzare; coordinare la
pianificazione civile-militare.
Il rapporto dello United States Institute for
Peace (USIP) "Building civilian capacity for U.S. stability
operations: rule of law component" in cui si propone: la
creazione di un ufficio per le operazioni nell’ambito dello
stato di diritto (ORLO – Office for Rule of Law Operations) a
cui spetterebbe il dispiegamento di poliziotti, giudici,
procuratori, ufficiali di polizia penitenziaria, ecc. che
affiancherebbero le forze militari USA, che non sono preparate né
equipaggiate per questo tipo di funzioni [2]. L’ORLO
verrebbe creato in seno all’ufficio del Segretario di stato all’interno
di una struttura più ampia che dovrebbe riunire anche altre
funzioni civili: prevenzione e persecuzione dei crimini di guerra,
assistenza umanitaria, governance, sviluppo dei media, la
ricostruzione e le attività di riconciliazione.
Tuttavia l’UE parrebbe essere meglio
attrezzata e si trova senz’altro in una fase più avanzata di
sviluppo di queste capacità, tanto che lo studio dello USIP si
sarebbe ispirato alle capacità europee e avvalso anche della
consulenza delle strutture UE.
Vi sono tuttavia alcune differenze
significative riguardo al tipo di attori a cui sono affidati
questi compiti - fino ad oggi, infatti, le forze di polizia
impiegate dagli Usa nelle operazione delle Nazioni Unite o dell’Osce
venivano fornite da imprese commerciali attraverso gare di appalto
e non dai servizi di polizia nazionali - ed il contesto in cui
verranno utilizzate: se infatti per l’Europa è chiara la
necessità del coinvolgimento delle Nazioni Unite e/o di
organizzazioni internazionali regionali, oltre che il
coinvolgimento di paesi terzi, per gli USA questo coinvolgimento
è auspicabile ma non essenziale secondo quanto affermato più
volte dall’aministrazione Bush e confermato da Colin Powell in
una recente intervista al Financial Times [3]
Fonti/Links:
EPLO: www.eplo.org
EN.CPS: www.en-cps.org
NP: www.nonviolentpeaceforce.org
Sulla legislazione USA: www.congress.org
United States Institute for Peace: www.usip.org
Sulle capacità civili e militari in ambito PESD: http://ue.eu.int
2622nd EXTERNAL RELATIONS Council meeting (provisional version)
- Brussels, 22-23 November 2004 http://ue.eu.int/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/en/gena/82773.pdf
Summary of the remarks made by EU HR Javier SOLANA - Military
Capabilities Commitment Conference/ Civilian Capabilities
Commitment Conference: http://ue.eu.int/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/en/declarations/82746.pdf
Military Capability Commitment Conference - Brussels, 22
November 2004 :
http://ue.eu.int/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/en/misc/82761.pdf
Civilian Capabilities Commitment Conference: Ministerial
Declaration - Brussels, 22 November 2004: http://ue.eu.int/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/en/misc/82760.pdf
Per informazion ie commenti: europe@pacedifesa.org