Questi hanno relazionato sull’impegno delle
amministrazioni ferraresi sulle tematiche della pace e legate alla
risoluzione dei conflitti. Questo impegno è profuso come membri
del coordinamento Enti locali per la Pace e testimoniato dalla
presenza all’ultima edizione dell’Onu dei Popoli svoltasi
a Perugia dal 9 al 12 ottobre 2003 in occasione della Marcia della
Pace Perugia-Assisi del 12 ottobre. Ferrara è stata anche
proclamata Città per la Pace e comune e provincia hanno
stretto una collaborazione con l’Università ferrarese che,
grazie al lavoro della dott.ssa Cristiana Fioravanti, ha
come obiettivo lo sviluppo una discussione sui temi in oggetto che
non sia solo politica ma anche giuridica stimolando i giuristi di
diritto internazionale.
L’intervento successivo di Monica Frassoni,
capogruppo dei verdi all’europarlamento e sostenitrice dell’emendamento
alla costituzione europea sui corpi civili, ha chiarito il quadro
normativo in cui sono inseriti i corpi civili di pace e la
prevenzione dei conflitti nell’Unione Europea.
L’europarlamentare Frassoni ha anche
ripercorso le tappe che hanno portato all’inserimento dell’emendamento
citato nella bozza di costituzione europea, ultimo sviluppo di un
tragitto cominciato nel ’95 quando Alex Langer fece approvare
dall’europarlamento un emendamento su corpi civili. In
tale percorso, la Frassoni lamenta un efficace spinta e
partecipazione della società civile ed in particolare del
movimento. Inoltre, il capogruppo dei verdi ha anche fatto il
punto sull’approvazione, in bilancio 2004 dell’Unione, di un
progetto pilota. A fronte dell’esiguo capitale di cui questo
dispone, la Frassoni ha esposto la validità dell’iniziativa, la
buona considerazione di cui esso gode in seno alla Commissione
guidata da Romano Prodi nonché l’ancora nebulosa fase operativa
da realizzare.
L’intervento di Monica Frassoni è stato
seguito da quello del deputato Silvana Pisa, membro della
Commissione Difesa alla Camera. Il deputato Pisa, pur riconoscendo
la validità dell’emendamento sui corpi civili di pace e il
progetto pilota approvato dall’Unione Europea, ha constatato l’arretratezza,
culturale ancor prima che politica, della classe governativa
italiana. Adottando, a ciò, come esempio la sua esperienza in
Commissione Difesa, dove anche la sottrazione all’obbligo di
leva dei volontari dei Vigili del Fuoco è stata il risultato di
una controversa disputa in Commissione.
Alessandro Rossi, direttore del Centro
Studi Difesa Civile, è intervenuto con un chiarimento sulla
situazione in cui, ad oggi, si trovano i corpi civili di pace e la
prevenzione dei conflitti in ambito internazionale. Il direttore
Rossi ha ampliato la discussione sulle normative europee
comparando la sproporzione fra le risorse a disposizione delle
politiche militari di difesa e quelle civili, mettendo in luce la
volontà del Consiglio Europeo di realizzare un’Agenzia per le
politiche di sicurezza e di difesa, da leggere sugli armamenti, e
la scarsa considerazione che ad oggi gode un’eventuale Agenzia
per il Peacebuilding.
Relazionando sulle normative vigenti in Europa
e sul contributo dei singoli Stati dell’Unione, Alessandro Rossi
ha anche colto l’occasione per mostrare la rete di associazioni
e realtà della società civile impegnate nel raggiungimento di
una migliore messa in pratica dei principi in oggetto.
Daniele Lugli, segretario nazionale del
Movimento Nonviolento, è intervenuto portando l’esperienza del
movimento ed alcuni approfondimenti da considerare nel prosieguo
del percorso appena intrapreso in Unione Europea.
Alle relazioni è seguito un dibattito con i
presenti in aula.
Francesco Loiacono
(addetto stampa di Assopace e CSDC)