Pacedifesa 1.12


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1. Il processo di pace nelle Filippine: analisi e riflessioni nel nuovo Report annuale di Nonviolent Peaceforce.
É stato da poco diffuso il report annuale 2011 della missione NP nelle Filippine. Si tratta di un agile documento con gli avvenimenti chiave e l’analisi del processo di pacificazione tutt’ora in corso tra il Governo delle Filippine (GPH) e il Moro Islamic Liberation Front (MILF).
Da maggio 2007 NP é attivo in prina linea nel delicato processo di pace, garantendo sicurezza alla popolazione locale e supportando gli attori della societá civile locale con modalitá nonviolente. Dall’analisi tracciata nel report appare chiaro come il 2011 sia stato un anno centrale per i negoziati, portando ad una quasi totale cessazione del conflitto armato. In questo anno chiave NP ha consolidato i suoi due programmi principali “Conflict Prevention” e “Civilian Protection Component”, entrambi gestiti assieme ai partner locali e alle altre grandi organizzazioni internazionali. I due programmi hanno notevolmente contribuito a rafforzare i meccanismi di monitoraggio dei diritti umani e di protezione civile,  riducendo la violenza e aumentando il dialogo sia tra comunita´ostili, sia tra i pubblici funzionari e gli altri attori ufficiali.   
In partnership con l’UNICEF, NP ha anche lanciato un nuovo propgramma di implementazione della Risoluzione ONU 1612 relativo ai meccanismo di monitoraggio sulla violazione dei diritti dei bambini. Inoltre, l’inclusione (supportata sia dal GPH che da MILF) di NP all’interno del International Monitoring Team e’ un ulteriore segnale della fiducia riposta da entrambe le fazioni nell’ approccio di NP al processo di pace.
Lo stesso sottosegretario filippino alle politiche estere, Rafael E. Seguis, ha espresso formalmente il suo “apprezzamento per l’esemplare lavoro portato avanti da NP. La sua oggettivita´e imparzialitá ha reso effettivamente possible il suo mandato di protezione dei civili”.
Consulta il report 2011 da questo link.


2. Donne peacekeeper in Sud Sudan: un pioneristico progetto di NP.

In Sud sudan NP sta sperimentando un pioneristico progetto di formazione di Women Peacekeeping Teams (WPTs). Si tratta di team formati da sole donne locali con il compito di  monitorare gli avvenimenti relativi alla violenza di genere (Gender-Based Violence –GBV-) e creare una spazio sicuro di confronto e conforto per le altre donne affette da tale problema. Il primo team é stato formato nel novembre 2011 a Juba ed ora ne sono sorti altri quattro in grado di coprire  due distretti nel Central Equatoria State e tre nel Western Equatoria State.
Il lavoro del WPT viene registrato presso il Ministero dello Sviluppo Sociale e si stanno creando sempre piú collaborazioni con gli altri attori interessati: forze di polizia, isitituzioni assitenziali e centri di salute.
Ogni team é composto da circa 20 donne, la maggior parte sono madri di famiglia che non hanno mai avuto un lavoro fomale. Nonostante il Comprehensive Peace Agreement (CPA) menzioni la necessitá di un maggior coinvolgimento della donna nelle attivitá sociali e governative, sono in realtá pochissime le possibilitá di partecipare alla vita pubblica per una donna sud sudanese. Pertanto, i WPTs di NP sono une delle rare opportunitá di coinvolgimento delle donne locali nel processo di peacebuilding e ricostruzione post-conflitto del Sud Sudan.  


3. Prende avvio il nuovo programma di peacebuilding in Sud Caucaso di NP.
Nonviolent Peaceforce sta attualmente aprendo un nuovo ufficio in Georgia, nel villaggio di Nikozi nella regione di Shida Kartli. Si tratta di una zona ai margini del territorio conteso del Sud Ossezia nella quale si rileva un senso di diffusa insicurezza, una mutua diffidenza e una quasi totale assenza di comunicazioni tra i villaggi georgiani e le comunitá del Sud Ossezia. Tale situazione, oltre che dovuta a differenze culturali, é soprattuto il portato di lungo conflitto che continua a influenzare profondamente l’intera area.
Sin dal 2010 NP é stata invitata dalle organizzazioni della societá civile locale ad eplorare la possibilitá di realizzare un progetto di sicurezza civile all’interno dei territoriti contesi. Per due anni si sono avvicendati numerose consultazioni, studi di fattibilitá, esplorazioni e missioni preparatorie in Abkhazia, Odessa e sud Ossezia, anche alla presenza di rappresnetanti di Russia e Armenia.
NP sará ora impegata nel contribuire alla riscotruzione sociale della zona, facilitare spazi nonviolenti di dialogo e aumentare il senso di protezione di queste popolazioni ancora fortemente scosse dall’ultimo conflitto armato dell’agosto 2008 tra Russia e Georgia.
Nonostante attualmente sono rari gli episodi di attacchi violenti, in questi territori paura e sfiducia sono elementi in grado di ostruire il processo di pace o addiruttura far scattare una nuova esclation violenta.
Quello di NP é il primo uffcio gestito da un organizzazione internazionale al di fuori di Gori (capitale amministrativa del Shida Kartli), si tratta quindi di un importante segnale di vicinanza alle popolazioni profondamente colpite da un conflitto solo in minina parte considerato dalla comunitá internazionale.


4. Nuovo progetto del CSDC sui Peace Studies in Moldavia.

Si é svolta a marzo 2012 in Moldavia il primo incontro tra i partner del progetto “Moldovan Peace Scholars and Practitioners Network”. Il nuovo progetto coordinato dal CSDC ha come obiettivo sostenere lo start-up di una rete moldava di esperti  in peace studies, attivando collaborazioni tra università e ONG della Moldavia e della regione indipendentista della Transnistria.
Assieme al Dipartimento di Relazioni Internazionali dell'Università di Stato della Moldava, nei prossimi mesi verrá creato un portale web che fungerá da gateway per il peacebuilding e i peace studies in Moldavia. In seguito si terranno seminari dediti alla promozione di  curricula accademici legati a Peace Studies, momenti di condivisione  dei progetti  sul campo delle ONG moldave, per poi arrivare ad una publicazione di presentazione della nuova rete moldava di Peace Scholars and Practitioners. Aggiornamenti sul progetto saranno diffusi  sulla pagina dedicata del sito pacedifesa.org. Per maggiori info sul progetto: roma@pacedifesa.org


5. La privatizzazione della Guerra. Un analisi delle companies militari e di sicurezza.

Il dibattito sopra le PMSCs (Private Military and Security Companies), o piu comunuemente chiamate agenzie di sicurezza mercenarie, é sempre piu acceso soprattuto a seguito dei fatti relativi alla “primavera araba”, alla pirateria somala fino alle gravi violenze perpetrate in Iraq dai contractors, di cui si teme un aumento in questa nuova fase di ritito delle truppe USA.
Generalmente apprezzate per la loro efficenza, rapida mobilitazione e relativamente basso costo, le PMSCs stanno ora mostrando sempre di piú il loro lato oscuro, connotato da violazioni dei diritti umani, impunitá della loro sorprusi e alti profitti privi di un sistema di accountability, al quale si aggiunge una riflessione etico-politica sull’erosione del monopolio statale delle operazioni di difesa e sicurezza nazionali.
Il gruppo di lavoro ONU sull’attivitá mercenaria ha affermato che “Una serie di  incidenti molto gravi stanno portando ad un negativo impatto delle loro attivitá, maggiormente rispetto alla violazione dei diritti umani...Soprattutto l’Iraq é stato teatro delle piú gravi azioni controverse delle PMSCs“.
Alla luce di tale scenario, l’organizzazione spagnola Nova-Institute for Active Non-violence ha da poco pubblicato un’interessante e approfondita ricerca intitolata “The Privatization of Warfare, Violence and Private Military and Security Companies. A factual and legal approach to human rights abuses by PMSC in Iraq”. La pubblicazione fa luce sull’intero fenomeno, analizzando  le attivitá, la dimensione legale e l’impatto delle PMSC su diritti umani, in particolar modo nel contesto Iracheno. A tal fine, nella ricerca é inclusa una lista di 116 PMSCs, riportandone le origini, le leadership, i profitti e clienti che si sono serviti di tale companies. Il fine ultimo della ricerca é di far chiarezza su tali attivitá e promuovere una maggior regolamentazione del settore.
La ricerca é consultabile da questo link.


6. La chiamavano guerra. Appunti di viaggio sulla pace e sull'arte di costruirla.

Davide  Berruti, socio storico del CSDC ed esperto in peacebuilding e peacekeeping, nel suo nuovo libro riflette su come si costruisce la pace e perché “conviene” di più fare la Guerra. La pubblicazione, che prende spunto dalle espereinze sul campo dell’autore, svela i meccanismi che contrastano la costruzione della pace. “Uno di questi meccanismi consiste nel far credere all’opinione pubblica che la guerra non esiste più.  Il termine guerra è tenuto lontano dagli strateghi della comunicazione e al suo poto e’ stato introdotta una nuova veste della guerra: il peacekeeping”. L’introduzione a cura di Luisa Morgantini cosí presenta il lavoro di Berruti: “L’autore evidenzia come sia indispensabile separare gli interventi di costruzione della pace (peacebuilding) dalla commistione con i militari e al contempo racconta i palesi fallimenti e le ipocrisie degli aiuti umanitari, che invece di agire sui conflitti per creare condizioni di sviluppo e di economia sociale diventano portatori di nuovi conflitti e disuguaglianze”.


7. Opportunitá di formazione in Italia: stage sulla nonviolenza a Firenze.
Presso la Casa per la Pace di Firenze si terrá nei giorni 14 e 15 aprile 2012 un breve stage formativo sulla comunicazione ecologica e nonviolenta. L’evento  si inserisce nel più ampio percorso denominato “La Nonviolenza per la trasformazione sociale" organizzato da Pax Christi.
Lo stage fornirá non solo competenze sulla comunicazione ecologica e nonviolenta, ma anche strumenti per la facilitazione dei gruppi di cambiamento sociale.  
La metodologia è caratterizzata dall’apprendimento attivo (esercitazioni, analisi di casi concreti e simulazioni). I formatori, Pio Castagna e Alfredo Panerai, sono noti esperti di facilitazione, nonviolenza, teatro dell’oppresso e counseling per le relazioni di aiuto con approccio biosistemico.
Per info e iscrizioni: alfredo.panerai@unifi.it, tel: 329 7655582.


8. Opportunitá di formazione all’estero: Postgraduate certificate in Conflict resolution skills in UK.

Il Centro Studi per la Pace e la Riconcilazione dell’Universitá di Coventry ha aperto il nuovo bando per partecipare diploma post-laurea di Conflict Resolution. Il corso intende sviluppare un’ampia gamma di skills pratiche e analitiche per intervenire efficacemente e in maniera costruttiva in differenti contesti conflittuali, da quelli interpersonali a quelli interstatali. Il corso, di durata semestrale, sará prevalentemente a distanza con due due settimane intensive di summer school in Regno Unito direttamente presso l’Universita di  Coventry. Le iscrizioni scadono il 13 aprile. Sono disponibili alcune borse di studio.


9. Contribuisci anche tu alla costruzione della pace in aree di conflitto.
Cara amica, caro amico,
molte sono le occasioni che la vita quotidiana ti offre, attraverso i media o l'esperienza personale, per riflettere sui tanti conflitti in corso e sulla violenza quotidiana. Il CSDC è nato più di vent'anni fa con l'obiettivo di affrontare questa conflittualità in un modo diverso: nonviolento, costruttivo ed efficace.
Anche nel 2012 continua il nostro impegno su ricerca, formazione e azione per la Pace, operando in sinergia con altre realtà della società civile e confrontandosi con le Istituzioni, sia italiane che europee.
Nelle diverse attività e iniziative cerchiamo un sempre un maggior coinvolgimento dei soci; vogliamo infatti che chi aderisce alla mission del CSDC possa parteciparvi a partire dai propri interessi e competenze.
Quest’anno, per facilitare il coinvolgimento dei giovani, é possibile diventare socio con soli 10 euro se studenti. Per info su come diventare socio del CSDC clicca qui.
Assieme al CSDC potrai prendere parte ad azioni, studi e politiche di pace su scala europea in una prospettiva professionalizzante.
Inlotre, iscrivendoti al CSDC, beneficerai del servizio "Lavorare in Pace", la prima newsletter di Peace placement in Italia con offerte di lavori e tirocini di settore.
È anche  possible sostenere direttamente il lavoro per la pace sul campo destinando il 5 per mille al CSDC: Il CSDC infatti utilizzerà il ricavato a sostegno e promozione delle missioni di Nonviolent Peaceforce in aree di conflitto. Per sostenere il CSDC é sufficiente indicare sulla dichiarzione dei redditi di quest’anno il codice fiscale del CSDC: 97062390584.
Così Noi Costruiamo la Pace.
Puoi farlo anche tu.

 

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foglio informativo curato da Graziano Tullio
g.tullio[at]pacedifesa.org



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