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Brevi dall’Europa:
· Ancora Corpi civili di Pace: dopo l’insediamento
della nuova Commissione europea ed il disastroso maremoto che
ha colpito in Sud-Est Asiatico, l’idea di un corpo civile di
intervento nelle crisi e nei conflitti pare ritrovare spazio
nell’agenda delle Istituzioni Europee.
Il nuovo Commissario alle relazioni
esterne, l’austriaca Benita Ferrero Walden, pare avere
riscoperto l’idea che stava alla base dei corpi civili di
pace, anche se ancora limitata a squadre multifunzionali di
esperti in aree assai diverse dal lavoro di costruzione della
pace; si tratta dei cosiddetti rapid reaction teams, composti,
per ora, da esperti di protezione civile, staff medico, vigili
del fuoco e polizia.
Il CIVICOM (Comitato degli ambasciatori dei
paesi membri che si occupa di sviluppare gli strumenti di
intervento civile nei conflitti) si è riunito proprio in
questi giorni per discutere dei rapid reaction teams, l’intenzione
è di andare anche oltre alle funzioni gia descritte.
Un incontro informale con i rappresentanti
di EPLO di qualche giorno fa, il CIVICOM ha discusso proprio
della possibile composizione dei teams.
Come rappresentanti della piattaforma
europea sono intervenuti, Catriona Gourlay, di ISIS, e
Alessandro Rossi, CSDC/NP. Le diplomazie dei 25 paesi membri
stanno discutendo di possibili scenari concreti per le
missioni e di standard per la selezione del personale, e
finalmente aprono ufficialmente il dibattito in proposito alle
idee delle ONG.
Per info: europe@pacedifesa.org
oppure arossi@nonviolentpeaceforce.org
· Continua anche la creazione delle
strutture necessarie a rendere le capacità europee di
intervento nelle crisi e nei conflitti operative ed
efficienti.
Fra queste la creazione di una cellula
civile-militare di pianificazione operativa dal gennaio 2005.
La cellula è incorporata nel Quartier Generale dell’UE e
dovrebbe favorire l’allerta preventiva, la pianificazione e
l’esecuzione delle operazioni. Una centrale operativa
dovrebbe essere creata entro gennaio 2006.
· Fra le priorità della presidenza di
turno dell’UE (del Lussemburgo fino al giugno 2005, quando
verrà sostituita da quella del Regno Unito) vi sono alcuni
punti che meritano di essere menzionati:
- Assicurare il successo della
conferenza di revisione del trattato di Non proliferazione
che si terrà nel maggio prossimo.
- L’Implementazione della road-map
allo scopo di creare due stati: Israele e Palestina
- Continuare e potenziare il dialogo
politico con l’Unione Africana.
- Sostenere la creazione di una
capacità di peacekeeping Africana (per essere utilizzata
in particolare per la prevenzione dei conflitti e la
gestione delle crisi nella regione dei Grandi Laghi ed in
Sudan
· Il 19 gennaio scorso, il social
democratico tedesco Helmut Kuhne ha presentato alla
Sotto-Commissione per la Sicurezza del PE un rapporto sull’implementazione
della Strategia Europea di Sicurezza. Il rapporto, che sarà
votato dal PE il 17 marzo prossimo, pur sostenendo la
necessità di dotare l’UE di maggiori capacità militari,
riafferma il primato delle Nazioni Unite nel garantire
sicurezza internazionale. Maggiori informazioni, alla pagina:
http://www.europarl.eu.int/meetdocs/2004_2009/organes/sede/SEDE_20050117_1500.htm
Il 10 gennaio scorso si sono incontrati a
Brussels 150 Rabbini ed Imam da tutto il mondo; il primo
congresso mondiale degli "Imam e Rabbini per la
pace" aveva l’obiettivo di favorire la comprensione
reciproca fra le comunità religiose e condannare gli
estremismi. L’incontro si è concluso con una condanna dell’uso
strumentale della religione e la creazione di un osservatorio
contro il razzismo e l’anti-semitismo. Il prossimo incontro
si terrà alla fine del 2005.
Il 20 gennaio scorso il Comitato politico e
di sicurezza dell’UE ha approvato la partecipazione dell’UE
ad una missione esplorativa dell’Unione Africana in Somalia,
al fine di valutare la possibilità di dar vita ad un
operazione di peace keeping nel prossimo futuro.
Pubblicazioni internazionali:
-
Schnabel Albrecht (from swisspeace) & David
Carment (Eds), Conflict Prevention – From Rhetoric to
Reality, 2 vol., Lanham, Lexington Books, 2004. The first
volume of this book is dedicated to ‘organizations and
institutions’, you will find a very good and clear article on
‘The European Union and Conflict Prevention’ by Fraser
Cameron. The second volume is about ‘opportunities and
innovations’, with an article by Pamela Aal on ‘NGOs and
Conflict Prevention’. More
info
-
BICC
Paper 37,
“Rejuvenating or Restraining Civil War – The Role of
External Actors in the War Economies of Sudan”, by Scott Lewis,
46p. September 2004.
-
BICC Paper 39,
“External Actors in Stateless Somalia: A War Economy and its
Promoters”, by Sabrina Grosse-Kettler, December 2004.
-
Clingendael Conflict Research Unit,
Working
Paper 34,
“Go Beyond First Aid. Democracy Assistance and the Challenges
of Institution Building in Post-Conflict Sierra Leone”, by
Mohamed Gibril Sesay, Charlie Hughes,
January 2005.
-
International Crisis Group – ICG, Crisis
Watch n°18, 1 February 2005. For February 2005, CrisisWatch
identifies Bangladesh as a Conflict Risk Alert, or a situation
at particular risk of new or significantly escalated conflict in
the coming month. CrisisWatch sees no Conflict
Resolution Opportunities for February 2005.
-
MEHDI Rostane (Ed.), Les Nations Unies face aux armes
de destructions massives, Editions Pedone, 2004, 180 p.,
25€.
-
RIGAUX François, Guerres et interventions dans le
sud-est européen, Editions Pedone, 2004, 317 p., 29€.
-
ROY
Olivier, Afghanistan: la difficile
reconstruction d'un Etat, Chaillot Paper nº73 – December 2004 - http://www.iss-eu.org
Fonti principali:
Commissione Europea : www.europa.eu.int
EPLO: www.eplo.org e EPLO Update
Consiglio dell’Unione : http://ue.eu.int
www.nonviolentpeaceforce.org
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