Global Terrorism Index 2015

Il Global Terrorism Index (GTI), pubblicato dall’Institute for Economics and Peace (IEP) fornisce una sintesi completa delle tendenze globali e dei modelli che riguardano il terrorismo nel corso degli ultimi 15 anni in 162 paesi, con particolare riguardo al 2014. L’indice si basa sui dati raccolti dal Global Terrorism Database (GTD), elaborato dal National Consortium for the Study of Terrorism and Responses to Terrorism.

Il Report riporta i diversi modelli di terrorismo sulla base dell’attività geografica, dei metodi di attacco, delle organizzazioni coinvolte, del contesto economico e politico nazionale. L’indice è stato inoltre comparato con una serie di indicatori socio-economico per determinare i fattori chiave sottostanti che hanno una maggiore correlazione statistica con terrorismo.

Il terrorismo continua a crescere, con oltre 32.000 persone uccise in attacchi terroristici nel 2014, il numero più alto registrato. Il 78% di tutte le morti e il 57% di tutti gli attacchi si sono verificati in soli cinque paesi: Afghanistan, Iraq, Nigeria, Pakistan e Syria. Allo stesso tempo questo fenomeno si sta diffondendo, portando da 5 a 11 il numero di paesi che registrano più di 500 morti, un aumento del 120% dallo scorso anno. Questi sei nuovi paesi sono la Somalia, l’Ucraina, lo Yemen, la Repubblica Centrafricana, il Sud Sudan e il Camerun.

È aumentato anche il numero di paesi che ha sperimentato almeno una morte a causa del terrorismo, passando da 59 nel 2013 a 67 nel 2014. Tra i paesi coinvolti anche quelli OCSE come l’Austria, Australia, Belgio, Canada e Francia. Solo due gruppi terroristici, ISIS e Boko Haram, sono ora solidalmente responsabili per il 51% di tutti i decessi da attacchi terroristici rivendicati in tutto il mondo. Entrambi i gruppi colpiscono prevalentemente privati cittadini. In particolare Boko Haram, che opera principalmente in Nigeria, è diventato il gruppo terrorista più letale al mondo. E infatti il maggior intensificarsi dell’attività terroristica nel corso dell’ultimo anno si è verificato in Nigeria, con 7512 morti nel 2014, un aumento di oltre 300% dal 2013.

La maggior parte delle morti causate dal terrorismo non si verificano in Occidente. Infatti escludendo l’attacco dell’11 settembre, la percentuale raggiunge solo lo 0,5% delle morti. Gli attacchi solitari sono responsabili del 70% dei decessi ed inoltre il principale fattore in questi paesi è l’estremismo politico, non il fondamentalismo islamico.

Il flusso di combattenti stranieri in Iraq e Siria continua nel 2014 e nel 2015. Le stime attuali indicano che dal 2011 circa 25.000 – 30.000 combattenti provenienti da 100 diversi paesi sono arrivati in Iraq e in Siria, a dimostrazione della forte attrazione dei gruppi jihadisti. Il 50% di questi combattenti viene dal vicino Medio Oriente e Nord Africa (MENA), mentre il 21% viene dall’Europa.

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